Fabbricati rurali e terreni agricoli: tassazione ingiusta Si colpiscono strumenti di lavoro per l'agricoltore e il "bene terra" per produrre alimenti . Subito risposte valide. Pronti a iniziative

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05/gen/2012 15.17.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Fabbricati rurali e terreni agricoli: tassazione ingiusta
Si colpiscono strumenti di lavoro per l’agricoltore e il “bene terra”
per produrre alimenti . Subito risposte valide. Pronti a iniziative
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede una soluzione del problema. “Se entro due settimane non ci saranno interventi precisi, chiederemo alle altre organizzazioni agricole di sviluppare azioni unitarie di protesta sull’intero territorio nazionale”.
 
“Il fabbricato rurale (come la stalla, il magazzino, la cascina), strumento fondamentale di lavoro, e il ‘bene terra’, indispensabile per produrre derrate alimentari, non possono avere una tassazione così pesante. Per tale ragione in questi giorni, come organizzazione professionale, ci stiamo attivando con una serie di incontri e contatti con gli organismi istituzionali, Governo e Parlamento, affinché si riveda in maniera adeguata il provvedimento dell’Imu e quello della rivalutazione degli estimi catastali dei terreni agricoli che vanno a colpire pesantemente gli agricoltori italiani. Se entro le prossime due settimane non avremo risposte valide, chiederemo alle altre associazioni del mondo agricolo di promuovere e sviluppare iniziative unitarie sul territorio per contrastare una misura che penalizza in modo devastante chi vive e lavora in agricoltura”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi fortemente allarmato dagli effetti che questa imposta avrà sul furto delle imprese agricole del nostro Paese.
“Più volte abbiamo sottolineato -ha aggiunto Politi- che sia l’incremento delle’imponibile dei terreni agricoli che l’Imu sui fabbricati rurali rappresentano una tassazione ingiusta, in quanto si va a colpire strumenti indispensabili per l’attività del produttore agricolo. Sono misure che avrebbero un costo drammatico per le aziende agricole, che già sono oppresse da oneri produttivi, previdenziali e burocratici pesantissimi. Questo non significa che l’agricoltura si vuole sottrarre dalle proprie responsabilità e che non intende fare la sua parte in un momento in cui si chiedono sacrifici a tutto il Paese. Al contrario siamo pronti a dare il nostro contributo, ma non possiamo accettare provvedimenti che rischiano di mettere fuori mercato migliaia di aziende. Ecco perché sollecitiamo una pronta risposta”.
“Il problema dell’Imu sui fabbricati rurali -ha rimarcato il presidente della Cia- deve essere risolto in tempi brevi, anche per evitare che si aprano contenziosi con i comuni che si apprestano ad applicare l’imposta. D’altra parte, da anni, purtroppo, proprio la questione dei fabbricati rurali si sta trascinando in una condizione di perenne incertezza, a danno esclusivo degli agricoltori che vedono messo in discussione un loro diritto al lavoro. Da qui il nostro vibrante appello affinché le risposte non tardino ulteriormente. I rischi per le imprese sarebbero molto seri”.
“Non possiamo, quindi, non manifestare il nostro più profondo malcontento per provvedimenti che puniscono l’agricoltura. Oltretutto, alle aziende agricole -ha concluso Politi- si chiedono pesanti sacrifici per nulla controbilanciati da interventi a sostegno della crescita imprenditoriale che si pone quanto mai urgente”.
 

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