Benzina: gasolio agricolo a livelli record. In due anni un rincaro del 130 per cento. Un costo da 5 mila euro a impresa. Subito il "bonus" , altrimenti si rischia il disastro

Il problema, pur grave, non ha riguardato solamente le serre, ma anche le altre aziende agricole che, a causa dei ricorrenti aumenti, sono state costrette a fronteggiare -rimarca la Cia- costi proibitivi.

Organizzazioni Unione Europea, CIA
Argomenti economia, agricoltura, commercio

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09/gen/2012 12.28.31 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: gasolio agricolo a livelli record. In due anni
un rincaro del 130 per cento. Un costo da 5 mila euro
a impresa. Subito il “bonus”, altrimenti si rischia il disastro
 
La Cia segnala una situazione drammatica non solo per le serre, che fanno largo uso del carburante per il riscaldamento delle colture, ma anche per tutte le altre aziende agricole. E’ uno strumento indispensabile di lavoro e deve essere venduto ai produttori a condizioni agevolate, come succede per gli autotrasportatori.
                                                                                                  
Più 130 per cento. E’ questo il rincaro che ha subito negli ultimi due anni il prezzo del gasolio agricolo. Si è passati dallo 0,49 euro del gennaio 2010 agli attuali (rilevazione della prima settimana di gennaio 2012) 1,13 euro. Un aumento che, nello stesso periodo, è costato, in media, circa 5 mila euro ad azienda agricola. Un onere gravoso soprattutto per le serre, che fanno un uso considerevole di carburante per il riscaldamento delle colture, specie durante l’autunno-inverno. Serve, quindi, un intervento mirato per ridurre un peso opprimente su uno strumento di lavoro, la cui quotazione dovrebbe, invece, essere agevolata per le aziende, come già avviene adesso per gli autotrasportatori. E’ indispensabile l’introduzione di un “bonus” per evitare un vero e proprio disastro per l’agricoltura italiana. E’ quanto denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dei nuovi livelli record toccati dai prodotti petroliferi alla pompa.
Per il gasolio agricolo -ricorda la Cia- in questi ultimi ventiquattro mesi è stato un continuo crescendo. La situazione è cominciata a diventare difficile fin da novembre del 2009, quando, su intervento dell’Unione europea, venne abolita l’agevolazione (la cosiddetta “accisa zero”) per l’acquisto del carburante da parte delle serre. Da allora è stato un salasso e lo scenario è divenuto drammatico.
Il problema, pur grave, non ha riguardato solamente le serre, ma anche le altre aziende agricole che, a causa dei ricorrenti aumenti, sono state costrette a fronteggiare -rimarca la Cia- costi proibitivi. I rincari più forti sono stati registrati, comunque, nell’ultimo anno. A inizio 2011 un litro di gasolio agricolo costava 0,70 euro, mentre a dicembre scorso era arrivato a 1,10, con un incremento del 57,1 per cento.
In pratica, un aumento di un centesimo al litro di gasolio agricolo -sottolinea la Cia- si traduce, in media, in una spesa aggiuntiva di 100 euro per azienda. Complessivamente nel 2011 si è avuto un costo supplementare di oltre 2 miliardi di euro. Costo che quest’anno, visti i rimbalzi giornalieri del prezzo del carburante, può raggiungere i 2,6 miliardi di euro.
Tuttavia, le difficoltà per le serre -avverte la Cia- sono cresciute a dismisura. Molte aziende floricole e orticole corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti. L’arrivo del freddo, oltretutto, farà crescere il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò determinerà un incremento di consumi di carburanti, con il relativo aggravio nella gestione imprenditoriale.
Per questa ragione, la Cia chiede il “bonus” gasolio sia per le serre, che ne hanno urgente bisogno, che per tutte le imprese agricole, in considerazione dei gravosi oneri produttivi e contributivi che sono costrette a sostenere, anche a seguito degli ultimi provvedimenti del governo Monti. Un intervento che, però, sia compatibile con le norme Ue ed eviti così una nuova querelle, come quella del 2009. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende italiane che operano nell’orto-florovivaismo e non solo.
D’altra parte, l’agevolazione del gasolio per le serre -ricorda la Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “caro-gasolio”, le cui quotazioni ora registrano continue impennate e vanno ad incidere sulla gestione aziendale. Ecco perché occorre intervenire immediatamente per scongiurare un tracollo per l’intera agricoltura italiana.
 

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