Fabbricati rurali, estimi dei terreni e "caro-gasolio" : tre drammatiche emergenze. Così l'agricoltura rischia la debacle Senza risposte sarà la mobilitazione del mondo agricolo

Così l'agricoltura rischia la debacle Senza risposte sarà la mobilitazione del mondo agricolo.

Persone Giuseppe Politi
Luoghi Roma
Organizzazioni CIA
Argomenti agricoltura, economia

10/gen/2012 14.39.09 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Fabbricati rurali, estimi dei terreni e “caro-gasolio”:
tre drammatiche emergenze. Così l’agricoltura rischia la debacle
Senza risposte sarà la mobilitazione del mondo agricolo
 
Nel corso dell’incontro dei presidenti e dei direttori regionali e provinciali della Cia, il presidente Giuseppe Politi lancia l’ultimatum al governo: attendiamo immediati interventi. Gli agricoltori non possono più operare oberati da costi divenuti ormai proibitivi. Chiederemo anche alle altre organizzazioni professionali di sviluppare iniziative unitarie sull’intero territorio nazionale.
 
“Fabbricati rurali, estimi catastali dei terreni agricoli, ‘caro-gasolio’. Sono questi, al momento, le tre gravi emergenze dell’agricoltura italiana. Occorre subito intervenire per dare risposte certe ed efficaci agli imprenditori agricoli che stanno vivendo una situazione per certi aspetti drammatica. I costi cresciuti a livelli record e destinati ulteriormente a salire nei prossimi mesi per effetto dei provvedimenti del governo Monti rischiano di mettere in grave crisi migliaia di aziende che non sono più competitive sui mercati. Senza misure che consentano di ridurre i pesanti oneri produttivi e contributivi, si corre il pericolo del completo naufragio. E certo non staremo fermi. Se entro pochi giorni non verranno attuati gli interventi che da tempo sollecitiamo, siamo pronti alla mobilitazione, coinvolgendo anche le altre organizzazioni professionali”. Lo ha sostenuto oggi a Roma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi parlando ad una riunione dei presidenti e direttori regionali e provinciali dell’Organizzazione.
“Da parte nostra -ha aggiunto Politi- c’è sempre stata la piena disponibilità alla soluzione dei problemi che attanagliano il nostro Paese. Siamo persone responsabili e pronti ai sacrifici, anche duri. Ma davanti all’assurda e ingiusta tassazione di strumenti di lavoro come il fabbricato rurale (la stalla, il magazzino, la cascina) e del terreno agricolo dove si coltiviamo prodotti per l’alimentazione non possiamo stare zitti. Come non possiamo accettare che i continui rincari del gasolio agricolo possano pregiudicare il futuro non solo di migliaia di serre (che ne fanno largo uso specie nel periodo invernale per il riscaldamento delle colture), ma anche delle altre imprese agricole”.
“Sono questioni che vanno risolte in modo adeguato. Abbiamo chiesto -ha rimarcato il presidente della Cia- che venga rivista sia la misura riguardante l’Imu sui fabbricati rurali che sui terreni agricoli, i cui redditi domenicali hanno visto il moltiplicatore salire al 110. E’ una tassazione punitiva perché penalizza il lavoro dell'agricoltore, lo colpisce negli strumenti indispensabili per svolgere adeguatamente la propria attività imprenditoriale. Di ciò il governo deve rendersene conto. I produttori non possono operare in perdita. Sarebbe un assurdo. Per questo sollecitiamo le istituzioni a intervenire al più presto. Servono risposte valide e in tempi brevi, prima che si aprano contenziosi con i comuni”.
“Stesso discorso per il gasolio agricolo. E’ importante -ha rimarcato Politi- che vengano introdotte delle agevolazioni per rendere meno traumatico l’impatto sui costi produttivi. Non a caso chiediamo una sorta di ‘bonus’, come già avviene per gli autotrasportatori. La nostra è una richiesta legittima”.
“La nostra pazienza ha un limite. Non permetteremo che l’agricoltura venga sospinta nel baratro. Se in pochi giorni non otterremo soddisfazione alle richieste avanzate, siamo pronti alla mobilitazione. Chiederemo -ha concluso il presidente della Cia- anche alle altre organizzazioni professionali di sviluppare iniziative unitarie sul territorio nazionale. E’ in gioco il futuro di migliaia di imprese, il cui tracollo sarebbe un disastro sia sul fronte economico che occupazionale”.
 

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