Inflazione: nel 2011 una famiglia su tre "taglia"sul carrello alimentare

Inflazione: nel 2011 una famiglia su tre "taglia" sul carrello alimentare La Cia commenta il rapporto dell'Istat: i listini dei carburanti hanno inciso per oltre un terzo sul tasso d'inflazione annuo.

Organizzazioni ISTAT, CIA
Argomenti economia, commercio, agricoltura, finanza

16/gen/2012 12.49.31 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: nel 2011 una famiglia su tre “taglia” sul carrello alimentare
 
La Cia commenta il rapporto dell’Istat: i listini dei carburanti hanno inciso per oltre un terzo sul tasso d’inflazione annuo. Con conseguenze dirette anche sui prezzi al consumo di cibo e bevande, cresciuti mediamente dell’1,8 per cento. Per gli italiani questo ha significato cambiare menù e abitudini di spesa, puntando su promozioni e “low-cost”.   
 
Nel 2011 il carrello della spesa delle famiglie è lievitato fino ad attestarsi al 3,5 per cento, toccando il valore più alto dal 2008 e superando di gran lunga il tasso d’inflazione medio annuo (+2,8 per cento). Numeri che per le famiglie italiane si sono tradotti in una vera e propria stangata, “pesando” sul portafoglio e, quindi, sui consumi finali. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
          Più in dettaglio -sottolinea la Cia- la dinamica dei prezzi al consumo nel 2011 è stata  sostenuta principalmente dalla crescita dei listini dei carburanti che, con un tasso di variazione media annua pari all’11,3 per cento, ha contribuito a determinare quasi un terzo del tasso d’inflazione annuo generale. Ma l’aumento record di benzina e gasolio si è riflesso anche sui prezzi alimentari, visto che i prodotti agricoli viaggiano dal campo alla tavola per oltre l'80 per cento con l’autotrasporto su gomma.
          In media d’anno -continua la Cia- i prezzi sugli scaffali degli alimentari lavorati sono cresciuti dell’1,9 per cento, mentre quelli degli alimentari non lavorati sono saliti dell’1,6 per cento. Un incremento notevole che ha cambiato non poco le scelte e le abitudini di spesa degli italiani.
          Infatti nel 2011 -osserva la Cia- ben una famiglia su tre è stata costretta a “tagliare” gli acquisti alimentari, mentre tre su cinque hanno dovuto modificare il menù quotidiano e oltre il 30 per cento è stato obbligato a comprare prodotti di qualità inferiore. Analoga la percentuale di chi si è rivolto quasi esclusivamente alle promozioni commerciali, mentre sono cresciuti esponenzialmente gli acquisti presso gli hard-discount (+2 per cento).
        Ora anche il 2012 si è aperto con prospettive nient’affatto rosee, complici le misure contenute nella manovra. Se non si interviene subito con provvedimenti seri che rilancino la crescita e l’occupazione, la situazione economica degli italiani non potrà che peggiorare. E questo -conclude la Cia- si ripercuoterà ancora una volta sui consumi, in primis quelli a tavola, da tre anni praticamente fermi al palo. 

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