Benzina: oggi costa più del doppio di un litro di latte al supermercato

Benzina: oggi costa più del doppio di un litro di latte al supermercato.

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Argomenti economia, commercio, agricoltura

18/gen/2012 12.52.17 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: oggi costa più del doppio di un litro di latte al supermercato
 
La Cia commenta l’ennesimo rialzo dei carburanti alla pompa, che hanno toccato punte di 1,84 euro al litro. A causa dei continui aumenti, le famiglie spendono più per trasporti ed energia che per cibo e bevande. Anche per gli agricoltori si tratta di una nuova stangata, che si traduce in un costo aggiuntivo superiore ai 5 mila euro ad azienda.    
 
        Continua la corsa infinita dei prezzi dei carburanti, che oggi segnano il quinto rialzo consecutivo nel giro di neppure quindici giorni. Con il nuovo record toccato questa mattina, ormai il prezzo di un litro di benzina alla pompa ha ampiamente doppiato quello di un litro di latte a lunga conservazione venduto in un qualsiasi supermercato del Paese. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
        L’ennesimo rialzo ai distributori -spiega la Cia- ha portato un litro di benzina a salire fino a punte massime di 1,841 euro: più di due volte il prezzo medio al consumo di un litro di latte UHT (80 centesimi) e addirittura cinque volte di più il prezzo alla stalla pagato agli agricoltori (35 centesimi al litro). Ma i raffronti con i prodotti agroalimentari si sprecano: con il record di oggi, il prezzo di un litro di benzina arriva a superare il costo medio di 1 kg di arance (1,80 euro) o di 1 kg di pasta di semola di grano duro (1,70 euro) o anche di una confezione da sei di uova di gallina (1,53 euro).
        Si tratta di paragoni che rendono ancora più evidente lo scombussolamento della spesa degli italiani a causa del “caro-benzina”. Nell’ultimo anno, infatti, ogni famiglia ha dovuto mettere in conto 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia: un budget  che ha superato quello per alimentari e bevande, fermo a 467 euro mensili. Ora il rischio è di un ulteriore calo della spesa per la “tavola”, tanto più che il costo del trasporto -ricorda la Cia- incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento.
        Ma non solo per i consumatori, anche per gli imprenditori agricoli si tratta di una nuova stangata: il prezzo del gasolio agricolo è passato da 0,49 euro al litro di gennaio 2010 agli attuali 1,20 euro al litro dell’ultima rilevazione, con un incremento record del 150 per cento. Il che significa un costo aggiuntivo superiore ai 5 mila euro per ogni azienda del settore. Ecco perché -osserva la Cia- è indispensabile agire al più presto. Il gasolio è uno strumento di lavoro fondamentale non solo per le serre, ma anche per tutte le altre imprese agricole. Serve, ad esempio, per il riscaldamento delle stalle, per le macchine agricole, per l’approvvigionamento dell’acqua, per l’irrigazione dei terreni. Da qui l’esigenza di provvedere con adeguate agevolazioni per evitare il collasso del settore, già gravato dalle misure della manovra.

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