Milleproroghe: agricoltura ancora una volta penalizzata. Pronti a iniziative

Pronti a iniziative Il presidente della Cia Giuseppe Politi: non possiamo accettare ulteriori discriminazioni.

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Argomenti agricoltura, economia, commercio

19/gen/2012 17.06.09 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Milleproroghe: agricoltura ancora una volta penalizzata. Pronti a iniziative
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: non possiamo accettare ulteriori discriminazioni. Gli agricoltori sono assillati dai costi e tantissime imprese rischiano di andare fuori mercato. Vanno risolti i problemi della tassazione sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli e del caro-gasolio.
 
          “Dal Milleproroghe arriva un’ulteriore conferma: da parte del governo c’è un’assoluta disattenzione nei confronti dell’agricoltura. La nostra pazienza ha un limite. Siamo pronti alla mobilitazione e a sviluppare iniziative sul territorio per far valere le ragioni dei nostri produttori, sempre più oberati da costi produttivi, contributivi e burocratici”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
          “La vicenda dell’Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli dimostra che non si hanno affatto a cuore le sorti degli agricoltori e di migliaia di imprese. E’ -aggiunge Politi- una vera assurdità. I produttori, oltretutto, sono assillati dal peso del caro-gasolio che sta mettendo in grave difficoltà le aziende, pregiudicandone anche il futuro. C’è la necessità di un intervento, ma dal governo non arriva alcun segnale. Il Milleproroghe poteva essere l’occasione per rivedere una tassazione ingiusta nei confronti del settore primario, perché si colpiscono strumenti di lavoro. Ma dobbiamo registrare ancora un nulla di fatto e questo ci preoccupa enormemente”.
        “Certo -conclude il presidente della Cia- non staremo fermi. Siamo pronti alla mobilitazione e a sviluppare iniziative sul territorio, coinvolgendo anche le altre organizzazione agricole. La risposta deve essere ferma. Non si può andare avanti così. Sarebbe il fallimento dell’agricoltura”.
 

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