Crisi: la politica torni a parlare di agricoltura. Affrontare i gravi problemi delle imprese. Il presidente della Cia Politi scrive ai leader dei partiti

24/gen/2012 11.09.45 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi: la politica torni a parlare di agricoltura. Affrontare i gravi problemi delle imprese. Il presidente della Cia Politi scrive ai leader dei partiti
 
Il settore sta vivendo una delle fasi più difficili degli ultimi trent’anni. Sollecitato un incontro con le singole forze politiche per discutere le questioni che assillano le aziende. Risposte immediate a tre pressanti emergenze: Imu sui fabbricati rurali, aumento degli estimi catastali dei terreni agricoli e caro-gasolio. E’ in gioco il futuro di oltre due milioni di famiglie che vivono di agricoltura.
 
“La politica torni a parlare di agricoltura, a interessarsi in maniera concreta dei gravi problemi delle imprese, sempre più assillate da pesanti costi produttivi, contributivi e burocratici”. Questo l’appello che il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, attraverso una “lettera aperta” ha lanciato ai leader dei partiti politici, ai quali è stato sollecitato anche un incontro per affrontare e discutere le pressanti questioni che condizionano l’attività imprenditoriale dei produttori agricoli del nostro Paese.
“L’agricoltura italiana -scrive Politi- sta vivendo uno dei periodi più difficili degli ultimi trent’anni. Le imprese, soprattutto con le ultime misure contenute nella manovra del Governo Monti e con le continue impennate dei prezzi del gasolio, sono ormai allo stremo. I costi produttivi, contributivi e burocratici hanno raggiunto livelli insostenibili, mentre i prezzi praticati sui campi non sono affatto remunerativi. Così i redditi degli agricoltori si sono praticamente dimezzati. Una situazione drammatica che sta facendo crescere il malessere tra i produttori. Quanto accaduto in Sicilia e quanto si sta verificando in molte altre parti del Paese è sintomatico di un malcontento che rischia di degenerare in pericolose contestazioni, tali da mettere in pericolo lo stesso ordine pubblico”.
“La Cia, su questo delicato problema, ha inviato una dettagliata lettera al presidente del Consiglio Mario Monti, sollecitando -afferma il presidente confederale- un’urgente riunione per affrontare le grandi difficoltà che condizionano pesantemente le aziende agricole. In particolare, si chiedono interventi mirati per ridurre i gravosi oneri e per aprire nuove prospettive agli imprenditori che vivono una fase estremamente critica”.
“Con la stessa preoccupazione -scrive Politi nella lettera ai leader dei partiti- ci rivolgiamo alle forze politiche affinché prestino l’attenzione necessaria alle questioni agricole italiane. Senza un’azione realmente incisiva, tantissime imprese, oggi in affanno, rischiano, infatti, di chiudere. Le conseguenze sarebbero devastanti non solo sotto l’aspetto economico, ma anche sotto quello sociale. Per questa ragione rinnoviamo il nostro vibrante appello alla ‘politica’ che deve tornare a parlare di agricoltura in termini veramente concreti. In questi ultimi anni, purtroppo, abbiamo constatato un certo disinteresse nei confronti degli agricoltori che, nonostante le indubbie difficoltà, hanno continuato a lavorare, a produrre e a rendere importante l’agroalimentare ‘made in Italy’ nel mondo”.
“Il documento che abbiamo presentato al premier Monti, sono elencate le nostre richieste per rendere più agevole l’attività imprenditoriale degli agricoltori. Certo -sostiene il presidente della Cia- non pretendiamo privilegi che la crisi attuale non può di sicuro consentire, ma solo quell’attenzione che permetta al settore di uscire da un tunnel quanto mai oscuro”.
“In più occasioni -dice ancora Politi- abbiamo affermato che da parte dell’agricoltura c’è sempre stato un grande senso di responsabilità e di serietà e anche in questa difficile congiuntura siamo pronti ai sacrifici, purché equamente ripartiti. Ciò, però, non significa che il mondo agricolo debba pagare un prezzo salatissimo, a costo della sua stessa sopravvivenza. Oggi il settore ha davanti a sé grandi emergenze: l’Imu sui fabbricati rurali, la rivalutazione degli estimi catastali sui terreni agricoli e il rincaro del gasolio. Sono emergenze che stanno mettendo in ginocchio migliaia di imprese che non riescono più a operare sul mercato e corrono il pericolo, appunto, di cessare la propria attività”.
“Da qui la nostra richiesta perché le forze politiche -conclude la lettera del presidente della Cia- affrontino, nelle sedi più opportune, con la massima determinazione i gravi problemi del settore primario. E’ in gioco il futuro di oltre due milioni di famiglie che vivono di agricoltura”.
 
 
 
 
 
 

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