Maltempo: allerta nelle campagne per l'ondata di gelo siberiano

31/gen/2012 13.27.42 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: allerta nelle campagne per l’ondata di gelo siberiano
 
La Cia commenta le previsioni meteo che annunciano una settimana di temperature polari. Si temono ulteriori aumenti dei costi energetici per le serre, danni agli orticoli invernali e difficoltà nei trasporti e nella distribuzione. Che potrebbero aggravare la situazione del settore, già provato dallo sciopero degli autotrasportatori.
 
L’agricoltura italiana si prepara alla settimana più fredda degli ultimi 27 anni. Mentre si contano ancora i danni provocati dal blocco dei tir, nelle aziende italiane cresce la preoccupazione per l’annunciata ondata di gelo, che da oggi porterà la colonnina di mercurio a segnare temperature polari, con neve e ghiaccio in tutta la penisola. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Come sempre in campagna un freddo eccessivo e persistente è sinonimo di perdite e disagi: maggiori costi per il riscaldamento delle serre, prodotti orticoli a rischio, difficoltà nell’approvvigionamento mangimistico per gli allevamenti e nel trasporto e distribuzione dei prodotti, specialmente quelli freschi.
Se le previsioni meteo saranno confermate -spiega la Cia- per le coltivazioni in pieno campo c’è pericolo di congelamento e blocco della crescita. Spinaci, carciofi, radicchio, cicorie, indivia, cavoli, insalate, broccoli e verze sono i prodotti più “minacciati” dal freddo. Mentre tra i settori maggiormente in allerta, oltre l’ortofrutta, c’è anche la zootecnia, che potrebbe risentire della diminuzione di resa produttiva degli animali causata dalle basse temperature.
Ma soprattutto per le serre -continua la Cia- le ricadute del freddo polare sui costi produttivi potrebbero essere significative, portando a un ulteriore aggravio del 10 per cento sulla voce “energia”, già in salita costante in quest’ultimo anno.
Anche la viabilità è a rischio. Se la morsa del gelo dovesse rivelarsi tanto violenta da mandare in tilt i trasporti e quindi la logistica del Paese, è ovvio che diventerebbe problematica anche la corretta distribuzione degli alimentari freschi come il latte. Un’ipotesi che fa paura, perché andrebbe ad aggravare i danni causati all’agricoltura dal fermo degli autotrasportatori, che già è costato al settore oltre 100 milioni di euro. A pagare particolarmente le difficoltà di trasporto -conclude la Cia- sarebbero specialmente le aziende situate in aree interne e di montagna, dove gli agricoltori sono già a lavoro per scongiurare temuti “black out” dei cicli produttivi.
 
 
 

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