Inflazione: l'anno comincia male, con i prezzi così alti si affossano i consumi delle famiglie

03/feb/2012 13.11.16 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: l’anno comincia male, con i prezzi così alti si affossano i consumi delle famiglie
 
Secondo la Cia, i listini alimentari continuano a risentire degli aumenti dei carburanti, ma anche dei fenomeni speculativi. Gli italiani alleggeriscono ancora il carrello della spesa, mentre nei campi si paga l’impennata dei costi produttivi.
 
        Il 2012 comincia davvero male per le tasche degli italiani. A gennaio il carrello della spesa delle famiglie registra un nuovo “boom”, con un rincaro annuo del 4,2 per cento, molto più alto del tasso d’inflazione tendenziale (più 3,2 per cento). Colpa degli ennesimi aumenti di gasolio e benzina, ma anche dell’andamento dei listini alimentari, soprattutto quelli dei prodotti lavorati. Per gli italiani è un ulteriore salasso, che contribuisce ad affossare i consumi, in primis quelli per la tavola, già in “profondo rosso” nel 2011. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati diffusi oggi dall’Istat.        
        I prezzi sugli scaffali di cibo e bevande -ricorda la Cia- continuano a subire gli effetti deleteri dell’impennata del gasolio per i mezzi di trasporto, che a gennaio è cresciuto del 25,2 per cento. A questo, purtroppo, si devono aggiungere volontà di tipo speculativo che “gonfiano” ancora di più i listini finali.
        Il risultato -ricorda la Cia- è l’incremento “stellare” dei prezzi di prodotti di largo consumo come zucchero (+15,9 per cento) e caffè (+16,5 per cento), ma anche pane (+2,9 per cento) e pasta (+2,1 per cento). Un esborso maggiore che si traduce in minori quantità per le famiglie, e nel ricorso sempre più “spinto” verso i discount e gli sconti della Gdo, che interessa ormai quasi il 40 per cento dei nuclei familiari.
        Situazione critica anche per le aziende agricole -sottolinea la Cia- che non traggono nessun vantaggio dal rincaro dei listini alimentari al supermercato, anzi continuano a combattere con il “caro-gasolio”, che da gennaio 2010 a gennaio 2012 è rincarato del 130 per cento, causando un aggravio sui costi produttivi di oltre 5mila euro per impresa.
 

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