Cia su danni maltempo

11/feb/2012 10.32.54 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: bloccate 100 mila tonnellate di frutta, verdura e carne. Più

di 70 mila litri di latte restano nelle stalle. Isolate 5 mila aziende agricole

 

Allarme Cia: neve e gelo devastano l’agricoltura. La paralisi nei trasporti stradali non permette la circolazione dei prodotti agroalimentari deperibili. Distrutto dal grande freddo un terzo delle coltivazioni di ortaggi in campo aperto. Si aggravano i danni per le imprese. Danneggiate tantissime serre e strutture aziendali. Subito lo stato di calamità naturale per sostenere gli agricoltori pesantemente colpiti e rinvio dei pagamenti fiscali e contributivi e dei mutui.

 

Per l’agricoltura è sempre emergenza maltempo. Centomila tonnellate di frutta, verdura e carne sono bloccate nelle aziende agricole a causa della paralisi del traffico pesante per l’impossibilità di circolare in molti tratti autostradali e di raggiungere alcuni centri rurali. Al momento risultato isolate cinquemila imprese, in quanto le vie di campagne sono coperte da una notevole coltre di neve e di ghiaccio. Praticamente fermo il trasporto di latte. Più di 70 mila litri sono rimaste nelle stalle e se la situazione non migliora nei prossimi giorni rischiano di andare, in grande parte, distrutti. Ormai i danni per l’intero sistema agroalimentare italiano (dal campo ai trasporti, al dettaglio) superano i 500 milioni di euro. Più di 50 milioni di euro al giorno. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in base ai dati (ancora provvisori) raccolti attraverso un monitoraggio effettuato a livello territoriale e regionale.

Tutte le regioni -afferma la Cia- risultano colpite, ma le situazioni più critiche si riscontrano in Emilia Romagna, Marche, Toscana, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. L’agricoltura è stata devastata. Un terzo delle coltivazioni di ortaggi (cavolfiori, radicchio, carciofi, indivia, cicoria) è andato completamente distrutto dal gelo; mentre il 15 per cento delle aziende agricole ha subito -a causa di neve, ghiaccio e anche per la mancanza di energia elettrica che si è protratta per giorni- danneggiamenti alle strutture (serre, cascine, stalle, magazzini) e ai macchinari (trattori, pompe idrauliche, meccanismi per la mungitura e per la distribuzione del mangime, gruppi elettrogeni). Le temperature sotto zero hanno ghiacciato anche le tubazioni che portano l'acqua agli animali e hanno messo fuori uso gli abbeveratoi semiautomatici. E il gran freddo ha fatto lievitare i consumi del gasolio agricolo, con picchi del 30 per cento in più rispetto allo stesso mese dell’anno passato.

Il problema più complesso per le aziende agricole, oltre ovviamente ai danni alle colture e alle strutture, è quello del mancato trasporto dei prodotti deperibili (soprattutto ortaggi, verdura e frutta), poiché in molte zone gli autotrasportatori sono impossibilitati a viaggiare. Cosi la merce rimane nelle campagne e le consegne ai mercati all’ingrosso risultano alquanto difficoltose. Basti pensare che negli ultimi tre giorni si è registrato un calo di circa il 40 per cento rispetto ai periodi di normalità.

Secondo i dati raccolti finora dalla Cia, in dieci giorni di maltempo circa 50 mila imprese agricole sono rimaste “paralizzate”, in quanto impossibilitate a raccogliere i prodotti sui campi e a trasportare le produzioni ai mercati; mentre più 8 mila hanno dovuto operare per giorni senza corrente elettrica ed acqua. Sono, inoltre, andate distrutte 120 mila tonnellate di ortofrutta tra gelo e mancato trasporto ai mercati. Sempre per l’impossibilità di trasporto delle merci deperibili, sono stati persi 250 mila litri di latte, 1,5 milioni di uova e oltre 3 mila tonnellate tra carni bovine, suine e avicole. Infine, risulta danneggiato o distrutto il 5 per cento tra alberi da frutta, olivi e viti.

La Cia, intanto, ha attivato sull’intero territorio nazionale centri di assistenza per gli agricoltori e nelle regioni più colpite dall’ondata di maltempo ha avviato tutte le procedure necessarie per la dichiarazione dello stato di calamità per fronteggiare con interventi tempestivi i danni causati ai raccolti e alle aziende. E’, inoltre, indispensabile il rinvio dei pagamenti fiscali e contributivi e dei mutui per i produttori agricoli colpiti dalle avversità atmosferiche.

 

 

 

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