Maltempo: devastati 80 mila ettari di ortaggi. Il gelo "brucia" alberi da frutta, olivi e viti. Il danno per l'agricoltura supera i 500 milioni di euro

13/feb/2012 12.41.22 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: devastati 80 mila ettari di ortaggi. Il gelo “brucia” alberi da frutta, olivi e viti. Il danno per l’agricoltura supera i 500 milioni di euro
 
La Cia stila un nuovo drammatico bilancio che rischia di aggravarsi ulteriormente. Si registra una situazione che non ha precedenti negli ultimi venti anni. Oltre 50 mila aziende “colpite” pesantemente dalle avversità atmosferiche. Impennata (più 35 per cento) dei consumi di gasolio. Ribadita la richiesta di calamità naturale e di un congruo rinvio per le scadenze di tasse,contributi e mutui.
 
Danni per oltre 500 milioni di euro, più di 50 mila aziende e strutture agricole (serre, stalle, cascine, magazzini) devastate da neve e gelo; 80 mila ettari di coltivazioni di ortaggi “bruciati” dal grande freddo (cavoli, cavolfiori, radicchio, carciofi, indivia, cicoria, finocchi); il 10 per cento di alberi da frutta, olivi e viti risulta distrutto; diecimila gli animali (bovini, ovini, avicoli, maiali) morti sia per le temperature polari che per il crollo dei ricoveri; finite al macero più di 150 mila tonnellate di frutta e verdura, 2 milioni di uova, 250 mila litri di latte e 5 mila tonnellate di carne per l’impossibilità del trasporto, per la mancata raccolta, per la distruzione delle produzione sul campo; 10 mila imprese rimaste senza corrente elettrica e acqua per più di cinque giorni; danneggiati più di 5 mila macchinari agricoli, tra trattori, autoveicoli merci, impianti di distribuzione del mangime per gli animali e di mungitura, pompe idrauliche, gruppi elettrogeni; utilizzato il 35 per cento in più di gasolio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questo il nuovo bilancio tracciato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che sta acquisendo i dati dalle sedi regionali, provinciali e zonali.
Il quadro -afferma la Cia- è catastrofico e rischia di aggravarsi ulteriormente. Ecco perché è assolutamente indispensabile che si attivino al più presto le procedure per lo stato di calamità naturale e si decida un congruo rinvio dei pagamenti delle tasse, dei contributi previdenziali e dei mutui per gli agricoltori pesantemente colpiti dal maltempo. Sono misure necessarie per non rendere ancora più critica una situazione che non ha precedenti negli ultimi venti anni.
Difficilmente -rileva la Cia- si potrà tornare alla normalità in pochi giorni, visto che in alcune zone continua ad abbattersi l’ondata di maltempo e il trasporto delle merci deperibili è ancora alquanto difficoltoso. Molte aziende hanno ferme nei loro magazzini produzioni orticole in quanto non riescono ad inviarle ai mercati all’ingrosso. Le situazione più complesse, soprattutto per il freddo siberiano e per l’impercorribilità di tantissime strade di campagna, si registrano nel Centro-Sud, ma anche al Nord lo scenario non è certo migliore. Basti dire che in dieci giorni le consegne di frutta, verdura, carne, latte, latticini, uova da parte degli agricoltori sono crollate di oltre il 40 per cento rispetto al quantitativo medio abituale.
Le avversità atmosferiche -segnala la Cia- rischiano di ridurre del 5-7 per cento la produzione agricola vendibile di quest’anno. Il che avrà conseguenze sul valore aggiunto agricolo e sui redditi dei produttori che negli ultimi cinque anni sono diminuiti di oltre il 20 per cento.
A ciò si devono aggiungere i maggiori costi (vedi le misure della manovra del governo Monti relative all’Imu sui fabbricati rurali e l’aumento degli estimi dei terreni agricoli e il rincaro del gasolio) che le aziende sono chiamate a sopportare nei prossimi mesi. Ne scaturisce -conclude la Cia- uno scenario allarmante. Da qui la richiesta di immediati interventi affinché si renda meno onerosa una situazione i cui contorni con il passare dei giorni diventano sempre più drammatici.
 

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