Inflazione: il carrello della spesa diventa "d'oro". Con i prezzi così alti i consumi alimentari restano ko

Inflazione: il carrello della spesa diventa "d'oro".

Organizzazioni ISTAT, CIA
Argomenti economia, commercio, agricoltura

22/feb/2012 12.44.29 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: il carrello della spesa diventa “d’oro”. Con i prezzi così alti i consumi alimentari restano ko
 
Secondo la Cia, i listini di cibo e bevande continuano a risentire dei rincari dei carburanti. La conseguenza è che gli italiani alleggeriscono ancora gli acquisti per la tavola: solo nel 2011 sono calati del 2 per cento. Anche nelle campagne situazione critica: il “caro-gasolio” impenna i costi produttivi aziendali.
 
        Non c’è tregua per le tasche degli italiani. Il carrello della spesa delle famiglie resta costosissimo a gennaio, aumentando del 4,2 per cento su base annua e mantenendosi più alto rispetto al tasso d’inflazione complessivo (+3,2 per cento). La colpa è degli ennesimi rincari dei carburanti, che “avvelenano” anche i listini alimentari, soprattutto quelli dei prodotti lavorati. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
        I prezzi al dettaglio dei beni alimentari continuano a risentire dell’impennata del gasolio per l’autotrasporto, che a gennaio cresce del 25,2 per cento tendenziale -evidenzia la Cia-. Purtroppo il risultato di questa “dipendenza” quasi totale dal trasporto su gomma per la distribuzione dei prodotti dal campo alla tavola è un nuovo rialzo dei listini sugli scaffali del supermercato: lo zucchero schizza su al +15,9 per cento, il caffè a +16,5 per cento, il pesce a +3,6 per cento. Aumentano anche pane e pasta, rispettivamente +2,9 per cento e +2,1 per cento, mentre scendono almeno i prezzi di vegetali freschi (-8,7 per cento) e frutta fresca (-2 per cento).
        Ma questi incrementi dei prezzi si traducono in minori quantità acquistate e nel ricorso sempre più “spinto” verso discount e promozioni commerciali, che interessa ormai quasi il 40 per cento dei nuclei familiari italiani. Continuando così però -avverte la Cia- sarà impossibile rilanciare i consumi domestici, alla base della ripresa economica, e in primis quelli per la tavola, già in profondo rosso nel 2011 con un calo drastico del 2 per cento.
        Resta drammatica anche la situazione delle aziende agricole -ricorda la Cia- che non traggono nessun vantaggio dal rincaro dei listini al consumo, anzi continuano a combattere con il “caro-gasolio” che impenna i costi di produzione con un aggravio di spesa di oltre 5 mila euro ad impresa.

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