Agricoltura: gli aumenti dei contributi aggravano la già difficile situazione delle imprese

03/mar/2012 09.09.13 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: gli aumenti dei contributi aggravano la già difficile situazione delle imprese

 

La Cia lancia l’allarme: se non si bloccano gli incrementi per i lavoratori autonomi agricoli, si mette a rischio il futuro di tante aziende. Il settore sempre più oppresso dai costi.

 

 

Non solo Imu sui fabbricati rurali e caro-gasolio. I sacrifici richiesti al settore agricolo anche in termini di lavoro e previdenza sono insostenibili. Un peso opprimente che rischia di mettere fuori mercato tante aziende agricole che vivono una fase di grande affanno e difficoltà. Questo l’allarme lanciato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che chiede di bloccare l’aumento dei contributi dei lavoratori autonomi agricoli previsto dal decreto del governo Monti.

Gli autonomi dell’agricoltura -afferma  la Cia- sono tra le figure più penalizzate dagli attuali provvedimenti del governo, non potendo usufruire di alcun beneficio legislativo  e sopportando un continuo e vertiginoso aumento dei costi (Imu, accise sul gasolio, crescita delle rendite catastali, incremento dell’Iva che si ripercuote in maniera sull’acquisto delle attrezzature).

La revisione in aumento del percorso di graduale incremento delle aliquote contributive e pensionistiche, introdotto dalla manovra del governo Monti, porterà nel 2018 -rimarca la Cia- al raggiungimento di un’unica aliquota contributiva per tutti i soggetti senza, oltre tutto, operare alcuna distinzione tra giovani (adulti e minori di 21 anni) e territori (si applicherà uniformemente alle zone normali e quelle montane e svantaggiate) .

Per questo motivo la Cia chiede al governo di intervenire per bloccare tali gravosi aumenti. “L’agricoltura è pronta a fare la sua parte in questa difficile congiuntura economica e sociale -ha dichiarato il presidente confederale Giuseppe Politi - ma occorre, dall’altra, dare anche un segnale di respiro e di incoraggiamento ad un settore già provato dalla crisi, da un futuro della Pac ancora alquanto incerto e dalle pesanti riforme introdotte”.

 

 

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