Fisco: con l'aumento dell'Iva un nuovo colpo ai consumi alimentari e ulteriori pesanti problemi per gli agricoltori

Fisco: con l'aumento dell'Iva un nuovo colpo ai consumi alimentari e ulteriori pesanti problemi per gli agricoltori.

Persone Vittorio Grilli
Organizzazioni CIA
Argomenti economia, commercio, agricoltura

07/mar/2012 13.39.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Fisco: con l’aumento dell’Iva un nuovo colpo ai consumi alimentari
e ulteriori pesanti problemi per gli agricoltori
 
 
La Cia esprime la sua netta contrarietà al provvedimento annunciato dal governo. Così si allontana la ripresa e si rende difficile la situazione delle aziende agricole, oberate dai costi e dall’Imu.
Sarà un nuovo duro colpo per i consumi alimentari e di conseguenza si avranno ulteriori problemi per i produttori agricoli. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’aumento dell’Iva confermato ieri dal viceministro all'Economia Vittorio Grilli.
Già il settore agroalimentare -aggiunge la Cia- vive una fase molto complessa. Lo scorso anno i consumi hanno subito una decisa frenata (meno 1,3 per cento). La crisi economica, il calo del potere d’acquisto e il minore reddito disponibile hanno costretto quattro famiglie su dieci a “tagliare” il carrello della spesa alimentare, mentre il 60 per cento, tra rinunce e necessità, ha dovuto cambiare il menù e il 35 per cento ha optato per prodotti di qualità inferiore. Si è accentuata la rincorsa alle promozioni ed è stato un “boom” degli acquisti in punti vendita dove i prezzi sono più bassi.
Il carrello della spesa alimentare nel 2011 è, quindi, cambiato. Sono diminuiti i consumi a tavola di pane, carne (bovina e di maiale), frutta, verdura, vino e latte fresco. E l’annunciato aumento dell’Iva -avverte la Cia- non farà altro che pesare sugli acquisti degli italiani. E questo allontanerà inevitabilmente la ripresa.
          Di riflesso l’incremento dell’Iva farà sentire i suoi effetti sulle imprese agricole che operano in contesto difficile, con costi in forte crescita (caro-gasolio e aumenti contribuitivi) e con la prospettiva del nuovo gravoso onere dell’Imu sui fabbricarti rurali e sui terreni agricoli. Un “salasso” di oltre un miliardo di euro che metterà in ginocchio numerose aziende. Da qui l’esigenza che il governo -afferma la Cia- riveda queste misure che non favoriscono certo lo sviluppo, ma rischiano di aggravare ulteriormente al situazione economica del Paese.
 

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