Caro-gasolio, Imu e oneri contributivi: tre gravi emergenze per l'agricoltura. Il governo deve subito intervenire

09/mar/2012 12.39.25 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Caro-gasolio, Imu e oneri contributivi: tre gravi emergenze per l’agricoltura. Il governo deve subito intervenire
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi visita le aziende agricole (florovivaistiche e vitivinicole) nella zona di Albenga (Savona): una realtà imprenditoriale innovativa e capace, nonostante le difficoltà del momento. Ribadita l’esigenza di misure adeguate che ridiano certezze al settore. La mobilitazione si svilupperà con iniziative sul territorio e a livello nazionale. Al più presto provvedimenti a sostegno dei produttori colpiti dal maltempo.
 
         “Caro-gasolio, Imu sui fabbricati rurali e i terreni agricoli, costi contributivi. Sono queste le tre gravi emergenze dell’agricoltura italiana. Il governo deve subito intervenire per dare risposte precise e concrete alle esigenze degli agricoltori che non sono in grado di sostenere ulteriori oneri. Servono misure efficaci che consentano alle aziende agricole di uscire da una crisi profonda che rischia di avere conseguenze disastrose”. Lo ha detto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso di una visita ad alcune aziende florovivaistiche e vitivinicole nella zona di Albenga (Savona), in Liguria, dove vi è una diffusa e innovativa imprenditoria agricola che opera con incisività, nonostante i pressanti problemi che condizionano l’attività lavorativa.
          “Le imprese agricole -ha aggiunto Politi, che era accompagnato nella visita dal direttore nazionale della Cia Rossana Zambelli e dal presidente della Cia di Albenga Aldo Alberto- stanno vivendo una fase molto complessa e piena di ostacoli. Difficoltà che si aggravano giorno dopo giorno e che rendono arduo operare sui mercati, visto gli insostenibili costi che pesano sia sui redditi che sulla competitività. Un quadro che si riscontra chiaramente in realtà come quella di Albenga in cui le tante piccole e medie aziende sono costrette ad operare con grande affanno, pur dimostrando grande capacità d’innovazione, di creatività e di lavoro”.
          “La realtà agricola di Albenga -ha rimarcato il presidente della Cia- rispecchia quella nazionale. Ecco perché rinnoviamo il nostro appello affinché il governo intervenga immediatamente per evitare ulteriori gravi conseguenze per il futuro di migliaia di imprese. Da qui nasce e si sviluppa la nostra mobilitazione che, senza risposte da parte delle istituzioni, darà vita ad iniziative sul territorio e a livello nazionale. Non chiediamo certo assistenza, ma provvedimenti che permettano di lavorare con certezza e reddito, altrimenti l’espulsione dal mercato diventa inevitabile”.
“Per queste ragioni chiediamo che s’intervenga sul caro-gasolio, introducendo una sorta di ‘bonus’, ma si riveda anche tutta la partita Imu agricola e si blocchino i gravosi aumenti dei contributi previsti nella manovra economica per i lavoratori autonomi. Non solo. Sollecitiamo al più presto misure per sanare i danni causati alle aziende agricole dal maltempo e con esse il rinvio dei pagamenti di tasse, previdenza e mutui”.
          Aspetti, questi, che sono stati pienamente condivisi dal presidente Cia di Albenga. “Le aziende ha dichiarato Aldo Alberto sono ormai in grossa difficoltà. Le colture floricole subiscono continui incrementi dei costi di produzione, che rischiano di essere irrecuperabili, senza tenere conto degli altri problemi con cui le imprese devono convivere quotidianamente, come la stagnazione dei mercati e la difficoltà nel recuperare i pagamenti sul venduto. Pertanto, è necessario impegnarsi per scongiurare che i provvedimenti di legge mettano gli operatori del settore, già fortemente provati dal maltempo delle scorse settimane, definitivamente fuori mercato e di veder estinte coltivazioni ed economie che rappresentano un punto di riferimento importante per l’economia floricola locale e non solo della Liguria”.
 
 
 

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