Sistri: le imprese chiedono la soppressione del contributo per il 2012

14/mar/2012 10.32.54 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Sistri: le imprese chiedono la soppressione del contributo per il 2012
 
I presidenti delle associazioni del mondo imprenditoriale, tra cui la Cia, scrivono al ministro dell’Ambiente Clini. Il sistema di tracciabilità dei rifiuti continua a essere per le aziende motivo di preoccupazione e di malcontento.
 
         Sopprimere il pagamento del contributo del Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) per il 2012 e che è fissato per il prossimo 30 aprile. La richiesta, contenuta in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, viene dalle associazioni del mondo imprenditoriale italiano (Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confindustria, Rete Imprese Italia, Confapi, Confagricoltura, Aci-Alleanza delle cooperative italiane e Claai-Confederazione libere associazioni artigiane italiane).
        “Il sistema di tracciabilità dei rifiuti -scrivono nella lettera i presidenti delle associazioni- continua a essere per le imprese motivo di preoccupazione e di malcontento. I rinvii dell’operatività, che si ripetono trimestralmente da due anni, testimoniano, infatti, una situazione non gestibile, che richiede la rivisitazione totale del progetto”, come peraltro indicato ancora nelle scorse settimane dallo stesso ministro dell’Ambiente Clini.
        “In questa situazione, il pagamento del contributo Sistri per l’anno 2012, fissato per il 30 aprile, viene percepito da tutte le nostre imprese -rimarcano le associazioni imprenditoriali- come una vessazione ingiustificata” tanto più che le aziende stesse “hanno già versato, per l’anno 2010 e per l’anno 2011, settanta milioni di euro, senza averne ritorno alcuno”.
        “In periodi di profonda difficoltà economica come quello attuale, l’obbligo di nuovi versamenti, ad avviso di tutti, non trova giustificazione. Quello del pagamento del contributo per il 2012 è diventato, dunque, un problema importante e cruciale, che il ministero deve affrontare da subito: le imprese -conclude la lettera inviata a Clini- ne aspettano legittimamente la soppressione”.

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