Benzina: i rincari arrivano a tavola. Si spendono 200 euro in più all'anno per gli alimentari

Benzina: i rincari arrivano a tavola.

Luoghi Piemonte, Marche, Toscana, Liguria, Basilicata, provincia di Bolzano
Organizzazioni CIA
Argomenti commercio, economia

20/mar/2012 14.34.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: i rincari arrivano a tavola. Si spendono 200 euro in più all’anno per gli alimentari
 
Secondo la Cia, i continui aumenti del prezzo dei carburanti pesano in modo spropositato sui listini alimentari. Anche nelle campagne la situazione è insopportabile, con il gasolio agricolo cresciuto del 130 per cento in meno di due anni. Sempre più urgente reintrodurre un “bonus” ad hoc e bloccare il prossimo aumento dell’Iva.
 
 
Non c’è tregua per i prezzi della benzina, che oggi ha superato quota 1,90 euro al litro in Liguria, Marche, Piemonte e Toscana. Anche il gasolio raggiunge nuovi record superando la soglia di 1,80 euro al litro in Basilicata e in provincia di Bolzano. Aumenti insostenibili con conseguenze drammatiche sulle tasche degli italiani. Tanto più che i continui rincari non incidono solo sul prezzo del pieno, arrivato a costare il 12 per cento in più della media europea, ma ricadono pesantemente sulla tavola delle famiglie. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
In nove casi su dieci -spiega la Cia- i prodotti alimentari viaggiano su gomma per arrivare dalle campagne alla tavola, facendo così dipendere il prezzo allo scaffale da quello della benzina. È per questo che le ricadute sui listini alimentari degli ultimi aumenti dei carburanti già superano i 200 euro in termini annui, considerato che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento.
Cifre che portano a contraddizioni clamorose nei bilanci familiari, in cui la spesa per “auto e bollette” ha superato quella per gli “alimentari”: già nell’ultimo anno ogni famiglia italiana ha speso 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia contro i 467 euro per cibo e bevande. E se il susseguirsi dei rialzi alla pompa continuerà a questo ritmo -spiega la Cia- si rischia un allargamento della forbice tra questi due capitoli di spesa, con un ulteriore indebolimento dei consumi alimentari, già giù del 2 per cento nel 2011.
Ma il problema non è solo per i consumatori. Nelle campagne, infatti, le cose non vanno meglio. Gli agricoltori -sottolinea la Cia- hanno visto lievitare i costi produttivi, trainati dal prezzo del gasolio agricolo, essenziale in azienda per il funzionamento dei macchinari, il riscaldamento delle serre, l’approvvigionamento idrico e l’irrigazione. In meno di due anni il prezzo al litro è passato dai 0,49 euro di gennaio 2010 agli attuali 1,13 euro, segnando un aumento del 130 per cento, con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda.
Per questo -conclude la Cia- è sempre più urgente intervenire, reintroducendo un “bonus” ad hoc, sul modello dell’accisa zero per le serre, in vigore fino a novembre 2009. Mentre sul fronte dei consumatori, è necessario agire su due fronti, bloccando il prossimo aumento dell’Iva e introducendo il meccanismo dell’accisa mobile.

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