Sicurezza alimentare: bene il sequestro di prodotti cinesi

20/mar/2012 16.16.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Sicurezza alimentare: bene il sequestro di prodotti cinesi
 
La Cia esprime compiacimento per l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza. La Cina è il paese che ha ricevuto dall'Ue il maggior numero di notifiche per alimenti irregolari.
 
“Tolleranza zero” per chi sofistica e inquina gli alimenti, attentando alla salute pubblica; rendere sempre più rigorosi i controlli; attuare al più presto il provvedimento dell’etichettatura d’origine per tutti i prodotti agroalimentari; una dura lotta alle falsificazioni. E’ quanto ribadito dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nel commentare positivamente il sequestro, da parte della Guardia di Finanza, di cibo proveniente in modo illegale dalla Cina e, oltretutto, nocivo per la salute.
Ogni anno -ricorda la Cia- entrano nel nostro Paese prodotti alimentari “clandestini” e “pericolosi” per oltre 2 miliardi di euro. Poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane sono più che triplicati, ma il rischio di portare a tavola cibi “a rischio” e a prezzi “stracciati” è sempre più incombente. I più colpiti dalle sofisticazioni sono i sughi pronti per la pasta, i pomodori in scatola, il caffè, la pasta, l’olio di oliva, la mozzarella, i formaggi, le conserve alimentari. E l’allarme maggiore viene dalla Cina che riesce a far entrare nella Penisola grandi quantità di prodotti che possono mettere a repentaglio la salute, oltre a provocare gravi danni all’economia agricola nazionale.
Un dato per tutti: il 75 per cento degli articoli contraffatti sequestrati nell'Unione europea provengono dalla Cina. In Italia, in particolare, si registra una vera e propria invasione di derivati del pomodoro (cresciuti di oltre il 130 per cento), di aglio (più del 120 per cento), mele e funghi e di verdure in scatola. Tutti prodotti che -rimarca la Cia- possono essere facilmente spacciati come “made in Italy”, proprio per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Non solo. Ci possono essere anche rischi per la salute, visto che in tantissime confezioni -come è stato denunciato dalle stesse forze preposte ai controlli e alla vigilanza- mancano nell’etichetta elementi essenziali, come quello relativo alla scadenza. Tantissimi i casi dove la stessa etichetta è un vero rebus.
La Cina è, quindi, il paese che ha ricevuto dall'Ue il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge. Notifiche -conclude la Cia- sono state rivolte alla Cina anche per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute soprattutto ai materiali a contatto con gli alimenti, non solo di metalli pesanti, ma anche di ammine aromatiche per nascondere la bassa qualità degli alimenti. Numerosi anche i casi di presenza di residui farmaci veterinari.

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