Benzina: i rincari "tagliano" i viaggi di Pasqua. Carrello della spesa mai così caro dal 2008

Benzina: i rincari "tagliano" i viaggi di Pasqua.

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29/mar/2012 12.23.14 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: i rincari “tagliano” i viaggi di Pasqua. Carrello della spesa mai così caro dal 2008
 
La Cia commenta l’ennesimo record dei carburanti, sempre più vicini alla soglia dei 2 euro al litro. Gli effetti dei continui rialzi pesano sulle vacanze pasquali, ma accorciano anche la lista della spesa alimentare. Drammatica la situazione degli agricoltori alle prese con gli incrementi stellari del gasolio. 
 
          Il “caro-carburanti” taglia le vacanze di Pasqua e accorcia notevolmente la lista della spesa. Almeno tre italiani su quattro quest’anno resteranno a casa, accontentandosi di gite fuori porta o passeggiate nei dintorni della città, “bloccati” dai continui rincari della benzina che anche oggi ha fatto segnare un nuovo record, superando 1,9 euro al litro in tutt’Italia e avvicinandosi pericolosamente alla soglia psicologica dei 2 euro nel Centro. Ma l’effetto non si ferma all’automobile, arrivando fino al carrello della spesa degli italiani, che non era mai stato così caro dal 2008. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
          Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso fare un pieno di benzina costa quasi 20 euro di più -sottolinea la Cia- e la conseguenza è che molte famiglie non partiranno per il prossimo week-end, considerato anche l’aumento dei pedaggi autostradali.
        Ma anche chi resterà a casa dovrà spendere di più per i prodotti tipici della festa, a cominciare proprio dalle uova di cioccolata (più 5-8 per cento) e dalla colomba pasquale (più 2-3 per cento). Colpa del rialzo su scala mondiale del prezzo di cacao e zucchero, dell’aumento dell’Iva -osserva la Cia- ma soprattutto del “caro-benzina”, visto che oltre l’80 per cento dei trasporti commerciali avviene su strada, percentuale che supera il 90 per cento nel caso degli alimentari freschi.
        Finora -ricorda la Cia- le ricadute degli ultimi aumenti dei carburanti sui listini di cibo e bevande hanno già superato 200 euro a famiglia in termini annui. E nell’ultimo anno gli italiani hanno dovuto “sborsare” più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (470 euro al mese) che per gli alimentari (467 euro al mese), con uno sbilanciamento mai visto prima verso auto e bollette energetiche a discapito della voce “cibo e bevande”. Ora il rischio è quello di un ulteriore allargamento della forbice tra queste due sezioni di spesa, con un ennesimo crollo dei consumi alimentari, che già nel 2011 sono calati al meno 2 per cento.
        Resta drammatica anche la situazione degli agricoltori, che hanno visto schizzare il prezzo del gasolio agricolo su del 130 per cento in meno di due anni, con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda -conclude la Cia- dato che è essenziale per il riscaldamento delle stalle, per le macchine agricole, per l’approvvigionamento dell’acqua, per l’irrigazione dei terreni. Ecco perché bisogna intervenire subito, con un bonus “ad hoc” per gli agricoltori e con il blocco del prossimo aumento dell’Iva dal 21 al 23 per cento e l’introduzione dell’accisa mobile a sostegno delle famiglie.

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