Siccità: deficit idrico e caldo anomalo minano l'agricoltura italiana. "Codice rosso" per riso, frutta,verdura, cereali e olio.

30/mar/2012 12.15.39 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Siccità: deficit idrico e caldo anomalo minano l’agricoltura italiana. “Codice rosso” per riso, frutta,verdura, cereali e olio.
                                                        
In diverse regioni del Paese non piove da mesi. Le temperature sono mediamente 3-4 gradi più alte delle medie stagionali e i terreni restano a secco. Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto le zone più colpite ed è già emergenza per i prossimi raccolti delle produzioni tipiche. Stanno andando in difficoltà perfino gli allevamenti.
 
Siccità ai massimi livelli già a marzo, con danni incalcolabili per l’agricoltura. Le semine sono un fallimento in quasi tutto il Paese. Piante e talee che in questo periodo vengono messe a dimora rischiano di non attecchire, con il doppio danno dell’investimento e il mancato raccolto. A “tremare” per i tagli alle rese produttive, che potrebbero toccare punte del 50 per cento, sono gli agricoltori che “fanno” riso, cereali, frutta, verdura e olio. Ma vivono in ansia anche gli allevatori che vedono, giorno dopo giorno, sparire ettari di foraggio fresco indispensabile per la qualità dei processi produttivi del latte e per la trasformazione di formaggi e carne. Questo è il quadro che emerge da un attento monitoraggio effettuato su tutto il territorio nazionale dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che rivela come il problema delle mancate precipitazioni piovose stia angosciando gli operatori del settore.
In molte zone del Paese -evidenzia la Cia- si registrano deficit idrici che sfiorano il 75 per cento rispetto agli standard stagionali. In Piemonte,Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto non piove da troppo tempo, ma anche in quelle regioni, dove si sono registrate abbondanti nevicati invernali, la terra ha ripreso a chiedere acqua.
Gli agricoltori -continua la Cia- non usano mezzi termini e definiscono la situazione da “codice roso”. Ad esempio, in Piemonte desta grande preoccupazione il livello del Lago Maggiore che ha raggiunto i 25,5 centimetri sopra lo zero idrometrico, troppo poco per assicurare una riserva a lungo termine. E in Toscana chiedono interventi sulla diga del Montedoglio, per ridurre le perdite del sistema degli acquedotti e investimenti per la depurazione finalizzata al recupero e al riuso dell’acqua per fini non potabili, aumentando la disponibilità idrica a fini agricoli.
La siccità -sottolinea la Cia- è un vero incubo per l’agricoltura e bisogna trovare soluzioni tempestive per garantire acqua sui campi, così come la legge n.36/94, che dà priorità all’agricoltura sull’uso dell’acqua subito dopo il consumo umano. Questo, per scongiurare un danno che avrebbe ripercussioni gravi su tutta l’economia del Paese e la società. Oltre 1,5 milioni di famiglie italiane -conclude la Cia- vivono di agricoltura e già si trovano a fronteggiare la crisi che attanaglia la Penisola. Pensare che potrebbero non avere acqua a sufficienza per produrre in abbondanza e in qualità significherebbe assestare un colpo letale ai loro redditi. 

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