Inflazione: prezzi degli alimentari in lieve frenata, ma il carrello della spesa è gonfiato dal "caro-benzina"

30/mar/2012 14.42.07 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: prezzi degli alimentari in lieve frenata, ma il carrello della spesa è gonfiato dal “caro-benzina”
 
 
Secondo la Cia, il rallentamento dei rincari di cibi e bevande registrato a marzo dall’Istat non basta a dare sollievo alle famiglie. Positivo il segno meno dei vegetali freschi (-2,4 per cento congiunturale). Anche nelle campagne situazione critica: il “caro-gasolio” impenna i costi produttivi aziendali.
 
Il carrello della spesa continua a spingere sull’acceleratore, facendo segnare nel mese di marzo un aumento del 4,6 per cento: il valore più alto da ottobre 2008, che ha superato anche il record di febbraio, quando aveva toccato quota 4,5 per cento. Cifre che per le famiglie si traducono in una pioggia di rincari dei prodotti acquistati con maggior frequenza, a cominciare dai carburanti fino agli alimentari. Unica nota positiva è la lieve frenata della corsa degli alimentari (che fanno registrare un +2,5 per cento tendenziale, a fronte del +2,8 del mese scorso), trainata dal raffreddamento dei prezzi dei prodotti lavorati, insieme al segno meno dei vegetali freschi (-2,4 congiunturale). In particolare questi ultimi dopo il super-rialzo dell’8,7 per cento del mese scorso legato agli effetti del maltempo, si stanno di nuovo raffreddando, anche se subiscono ancora pesantemente gli effetti del caro gasolio. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati provvisori sui prezzi al consumo per il mese di marzo diffusi oggi dall’Istat.
La benzina continua a crescere sull’anno alla stessa velocità del mese scorso, cioè segnando un più 18,6 per cento, mentre il gasolio rallenta leggermente, facendo registrare un 22,5 per cento. A pagare lo scotto di questi macro-rincari -spiega la Cia- sono, come sempre, i consumatori e i produttori agricoli: i primi vedono lievitare i prezzi al sullo scaffale, visto che il 90 per cento dei prodotti alimentari viaggia su gomma, e gli altri spendono praticamente il doppio dell’anno scorso per far funzionare i mezzi meccanici e per riscaldare le serre. Il risultato -continua la Cia- è che a marzo i prezzi al consumo di cibi e bevande aumentano, anche se poco più lentamente del mese scorso. Ma si tratta di un rincaro a due velocità: i prodotti non lavorati salgono dello 0,2 per cento su base mensile e del 3,2 per cento su base annua, mentre i lavorati diminuiscono dello 0,1 sul mese e crescono dell’1,5 sull’anno.
A infiammarsi più di tutti sono i prezzi di caffè (+12,8 per cento su base annua) e zucchero (più 12,5), ma anche del vino (più 3,5). Al contrario, i segni meno -sottolinea la Cia- si concentrano sui vegetali freschi (-2,4 sul mese), sulle patate (-0,7 per cento sul mese e meno 4,4 per cento sull’anno), ma anche sul pesce fresco di mare, che scende dell’1,3 per cento rispetto a febbraio. D’altra parte si segnala un aumento congiunturale della frutta fresca, in diminuzione del 3,8 per cento rispetto a marzo 2011.
Si tratta si un quadro critico -conclude la Cia- per i bilanci delle famiglie italiane, messe sempre più a dura prova dall’incremento dei capitoli di spesa “alimentari” e “trasporti”. La preoccupazione è che -conclude la Cia- continuando così non ci potrà essere alcuna risalita dei consumi e, quindi, nessuna ripresa economica.
 

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