Benzina, il caro-carburante pesa sulla tavola di Pasqua: si spenderanno tra i 15 e i 20 euro in più a famiglia

Benzina, il caro-carburante pesa sulla tavola di Pasqua: si spenderanno tra i 15 e i 20 euro in più a famiglia.

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Argomenti economia, alimenti, commercio, agricoltura

03/apr/2012 16.18.07 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina, il caro-carburante pesa sulla tavola di Pasqua: si spenderanno tra i 15 e i 20 euro in più a famiglia
         
La Cia commenta l’ennesimo record di oggi, con la verde sempre più vicina alla soglia dei 2 euro al litro. I continui rialzi contagiano anche i prodotti tipici pasquali. Nessun vantaggio per gli agricoltori, solo tanti costi in più.
 
         L’ennesimo rialzo dei carburanti, con la verde che oggi arriva a sfiorare 1,94 euro al litro alla pompa, non taglia solo le vacanze di Pasqua, ma arriva fino al carrello della spesa delle famiglie, che non era così caro da ottobre 2008. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
          In un Paese in cui oltre l’80 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma, è inevitabile il “contagio” del caro-carburanti sui prezzi al consumo dei beni alimentari. Di conseguenza anche chi resterà a casa durante le feste -spiega la Cia- dovrà mettere in conto di spendere di più per il pranzo pasquale.
        Perché se è vero che i listini di vegetali e pesce freschi sono calati, rincarano invece i “classici” prodotti pasquali, a partire da uova di cioccolata (più 5-8 per cento) e colombe (più 3 per cento), che subiscono anche l’incremento a monte su scala mondiale di zucchero e cacao. Ma aumentano anche l’abbacchio (più 6 per cento), il salame corallina (più 10 per cento), le uova di gallina (più 2 per cento) o la pizza al formaggio (più 4 per cento). Con effetti immediati sul costo medio del pranzo di Pasqua -conclude la Cia- per il quale si sborserà in media tra i 15 e i 20 euro in più rispetto all’anno scorso.
        Va ricordato, tra l’altro, che le aziende agricole non traggono nessun vantaggio dai rialzi dei listini al consumo degli alimentari, anzi risentono del “caro-gasolio” (raddoppiato in meno di un anno), che fa crescere i costi di produzione a livelli insostenibili.

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