Pasqua, consumi giù ma i prezzi in aumento "gonfiano" la spesa per imbandire le tavole. Si spenderanno 3,5 miliardi come nel 2011

Pasqua, consumi giù ma i prezzi in aumento "gonfiano" la spesa per imbandire le tavole.

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Argomenti alimenti, economia, gastronomia, enologia

04/apr/2012 15.51.39 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pasqua, consumi giù ma i prezzi in aumento “gonfiano” la spesa per imbandire le tavole. Si spenderanno 3,5 miliardi come nel 2011  
 
Secondo la Cia, i rincari al dettaglio dei prodotti classici pasquali, causati soprattutto dal “caro-carburante”, alleggeriscono il carrello alimentare del prossimo week-end di festa.
 
        E alla fine crisi e inflazione arrivano anche sulla tavola di Pasqua. Gli aumenti stellari di benzina e gasolio, assieme ai rincari al dettaglio di molte produzioni tipiche, svuotano il carrello alimentare del prossimo week-end. Per celebrare la festività gli italiani spenderanno complessivamente circa 3,5 miliardi di euro, in pratica quasi la stessa cifra del 2011, ma con un calo delle quantità acquistate stimato tra il 5 e il 7 per cento. Vuol dire che con lo stesso budget dell’anno scorso, già “tagliato” dalla crisi, le famiglie in media compreranno di meno. Con un effetto ulteriormente depressivo sui consumi alimentari. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che la previsione di spesa comprende i costi per il pranzo della domenica, ma anche per le colazioni “a sacco” in vista delle gite fuori porta a Pasquetta. E poi i vini e gli spumanti per accompagnare le “tavolate” e i dolci e le uova di cioccolato regalate a figli, amici e parenti.
        A incidere maggiormente sulla lista della spesa saranno proprio i prodotti “classici” della Pasqua -spiega la Cia-. I rincari, infatti, colpiscono prima di tutto uova di cioccolata (più 5-8 per cento) e colombe (più 3 per cento), già spinti in alto dai rialzi delle quotazioni internazionali di zucchero e cacao. Ma crescono anche i prezzi dell’agnello (più 6 per cento), del salame corallina (più 10 per cento), delle uova di gallina (più 2 per cento) e della pizza pasquale al formaggio (più 4 per cento).
        Più in dettaglio -sottolinea la Cia- gli italiani ripartiranno in questo modo le spese per allestire le tavole di Pasqua e Pasquetta: 280 milioni di euro per pane e pasta; 650 milioni di euro per i formaggi; 800 milioni di euro per salumi, insaccati e soprattutto carne di agnello; 290 milioni di euro per ortofrutticoli (in particolare, carciofi, asparagi, radicchio) e per i legumi; 200 milioni di euro per l’olio d’oliva; 610 milioni di euro per vini e spumanti; quasi 500 milioni per le uova di cioccolata e per le colombe pasquali “commerciali” e “artigianali”. Da non dimenticare, infine, le uova: durante tutta la settimana santa se ne consumano quasi 500 milioni, più di otto a testa tra quelle colorate a mano e quelle “nascoste” negli ingredienti di torte e dolci tipici, con una spesa complessiva prevista intorno ai 135 milioni di euro.
 

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