Benzina: il "caro gasolio" manda "in rosso" le imprese agricole. Serve subito un azzeramento delle accise. Altrimenti sarà il tracollo

Benzina: il "caro gasolio" manda "in rosso" le imprese agricole.

Organizzazioni Comunicazione, Unione Europea, CIA, commissione UE
Argomenti economia, impresa, agricoltura, commercio

05/apr/2012 12.20.40 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: il “caro gasolio” manda “in rosso” le imprese agricole. Serve subito un azzeramento delle accise. Altrimenti sarà il tracollo
 
La Cia lancia l’allarme: è ormai una situazione insostenibile. Negli “sconti carburante” che il governo sta studiando per alcune categorie è indispensabile inserire anche l’agricoltura, che negli ultimi anni ha subito un gravoso aumento dei costi. La misura non deve riguardare solo le serre, ma tutte le aziende del settore primario.
 
         
Il “caro gasolio” sta mandando “in rosso” i bilanci delle imprese agricole. I continui record del prezzo del carburante (quello agricolo ha superato abbondantemente l’euro a litro) hanno effetti devastanti sul settore. E sono le serre che in questi mesi hanno subito i danni più pesanti. Ma per tutte le aziende è emergenza piena. Secondo le prime stime, nel 2012 l’intero mondo agricolo sarà costretto a sostenere un costo aggiuntivo che supera i 2 miliardi di euro, determinato proprio dai rialzi dei prodotti petroliferi. Ecco perché è indispensabile che il governo azzeri al più presto le accise in modo da permettere una riduzione dei costi. E’ quanto chiede la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Di fronte alle notizie che parlano di uno “sconto benzina” negli studi di settore, da parte del governo verso i lavoratori autonomi e le piccole imprese (dove appaiono, però, esclusi gli agricoltori), la Cia ribadisce l’esigenza di un provvedimento tempestivo nei confronti dell’agricoltura, che in questi ultimi anni, dopo l’abolizione nel 2009 delle agevolazioni (l’accisa zero) sull’acquisto di gasolio per le serre, ha subito pesanti contraccolpi dal “caro carburante”.
Ecco perché -rileva la Cia- diventa fondamentale un azzeramento delle imposte che, oltre alle serre, venga esteso a tutte le aziende agricole, proprio in considerazione dei gravosi oneri che sono costrette a sostenere.
D’altronde, la stagione invernale ha fatto crescere il ricorso al riscaldamento e ciò -avverte la Cia- ha determinato un incremento dei consumi di carburante, con il relativo aggravio nella gestione delle imprese.
L’importante, comunque, è che si proceda con un intervento -rimarca la Cia- che sia compatibile con le norme Ue, evitando così un’ulteriore querelle come quella che, sotto la spinta della Commissione europea, ha provocato l’abolizione dell’agevolazione. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende agricole italiane.
D’altra parte, in passato l’agevolazione -ricorda la Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “caro-gasolio”, le cui quotazioni stanno attualmente registrando una drammatica impennata e vanno a incidere pesantemente non solo sulla gestione delle serre, ma anche su quella delle altre imprese agricole.

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