Pasqua: il pranzo della domenica è "casalingo" per 8 italiani su 10

06/apr/2012 12.27.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pasqua: il pranzo della domenica è “casalingo” per 8 italiani su 10
 
Secondo la Cia, la spesa media a famiglia per la tavola dell’8 aprile si aggirerà sui 105 euro. Sulle tavole degli italiani “spariranno” in poche ore circa 260 mila tonnellate di carne di agnello. Cresce il dato dei consumi vegetariani.
 
        Il pranzo di Pasqua si fa dentro casa. La pensano così otto italiani su dieci, che quest’anno festeggeranno l’8 aprile tra le mura domestiche. Con una spesa complessiva di 1,6 miliardi di euro. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in base alle rilevazioni compiute lo scorso fine settimana.
        In particolare -spiega la Cia- il menù per imbandire la tavola di Pasqua con amici e parenti costerà 27 euro a persona, in media 105 euro per famiglia. E protagonisti della tavola, ovviamente, saranno i piatti della tradizione culinaria, a partire dal classico agnello.
Arrostito, brodettato, al sugo o in bianco, con le patate o con “cacio e ova”, l’agnello infatti è un “must” del pranzo di Pasqua. Solo domenica -ricorda la Cia- se ne mangeranno circa 260 mila tonnellate, “bruciando” in poche ore circa il 50 per cento del consumo totale annuo di carne ovina.
        E non mancheranno neppure le torte tipiche, sia salate che dolci, per tutti i gusti e per tutte le regioni. Si va dal “Casatiello” alla “Pastiera” napoletana, dalla Pizza dolce di Pasqua del Lazio alla “Schiacciata” toscana, dalla “Fugassa” veneta alla “Torta pasqualina” della Liguria, dal “Currucolo” e dalle “Scarcelle” pugliesi alla “Pignolata” calabrese, dalla “Casadina” della Sardegna alle “Cassatelle siciliane”. Dolci tradizionali che il 65 per cento delle famiglie italiane preparerà a casa, con un risparmio fino al 40 per cento sullo stesso prodotto industriale.
        Sul fronte delle nuove tendenze, infine, la Cia segnala la sempre maggiore diffusione della “Pasqua vegetariana”, che quest’anno dovrebbe movimentare oltre 200 milioni di euro. Infatti, accanto ai menu tradizionali della Pasqua italiana, fortemente basati sulla carne, cresce l’esigenza di proporre, soprattutto negli esercizi di ristorazione, una scelta diversa con piatti a base vegetale, come lo strudel di verdure o i carciofi ripieni, che sono diventati il simbolo della Pasqua alternativa.
 

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