Pasqua: con la crisi non si butta via niente, una famiglia su due "ricicla" gli avanzi della tavola

10/apr/2012 13.40.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pasqua: con la crisi non si butta via niente, una famiglia su due “ricicla” gli avanzi della tavola
 
Secondo la Cia, complici le difficoltà economiche e i rincari della settimana sui prodotti alimentari, gli italiani si scoprono meno “spreconi”. Salvato dalla pattumiera il 15% della spesa complessiva (3,5 miliardi) del lungo week-end di festa.
 
          La crisi riduce gli sprechi delle tavole di Pasqua e inverte la tendenza “sciupona” degli italiani. Quest’anno, complici le difficoltà economiche e il caro-benzina che ha  infiammato anche i listini alimentari, una famiglia su due ha cambiato le proprie abitudini in cucina, comprando con più oculatezza ma soprattutto “riciclando” gli avanzi evitando la pattumiera. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che si tratta di un fenomeno positivo in un Paese come il nostro dove ogni anno finiscono nel bidone della spazzatura dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di cibo, pari a 37 miliardi di euro, circa il 3 per cento del Pil.
          Gli sprechi maggiori si concentrano proprio durante le feste, Natale e Pasqua in testa -ricorda la Cia- quando si arriva a buttare fino a un terzo del cibo acquistato, in particolare latticini, uova e carne (43 per cento), seguiti da pane (22 per cento), frutta e verdura (19 per cento), pasta (4 per cento) e dolci (3 per cento). Ma stavolta, nella settimana Santa, l’attitudine “dissipatrice” degli italiani ha fatto un po’ marcia indietro. Consentendo di “salvare” dalla pattumiera il 15 per cento della spesa alimentare pasquale,  per un valore di quasi 530 milioni di euro.
          Aguzzando la fantasia, infatti, sempre più famiglie stanno imparando come cucinare con gli avanzi di pranzi e cene -sottolinea la Cia-. E non si tratta più solo di “riscaldare la minestra”, ma di creare piatti nuovi da quello che è rimasto nel frigo. Ad esempio con il pane raffermo si può fare il pangrattato, ma anche le bruschette, il pancotto e la pappa al pomodoro; con le verdure le torte rustiche, le zuppe e il brodo vegetale; con la cioccolata delle uova di Pasqua tanti dolci e ciambelloni; con la pasta e le uova le classiche “frittate di maccheroni”; con la carne rimasta le polpette, ma anche lo spezzatino o il cous-cous.
          Ma il vantaggio non è solo economico ed etico. Impegnarsi a non sprecare cibo è anche una scelta ambientale, visto che -conclude la Cia- ogni tonnellata di rifiuti organici genera ben 4,2 tonnellate di Co2.

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