Alcol: cresce lo "sballo" tra i giovani, mentre si beve sempre meno vino

Alcol: cresce lo "sballo" tra i giovani, mentre si beve sempre meno vino.

Luoghi Italia
Organizzazioni ISTAT, CIA
Argomenti enologia, economia, alimenti

11/apr/2012 13.09.28 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alcol: cresce lo “sballo” tra i giovani, mentre si beve sempre meno vino
 
La Cia esprime la sua preoccupazione per il cambiamento del modo di bere alcolici in Italia. Nel 2011 il consumo di vino tra gli italiani perde un ulteriore 1 per cento, proseguendo il trend negativo che negli ultimi 15 anni ha visto scendere il consumo pro capite di 12 litri. A salire, invece, è il numero dei giovani che praticano “binge drinking”. Servono campagne chiare e mirate per educare a un bere moderato e consapevole.
 
 
In Italia si beve sempre più fuori pasto, mentre spariscono dalla tavola i bicchieri di vino a pranzo e a cena. La fotografia scattata dall’Istat nel rapporto sull’uso e l’abuso di alcol mostra un cambiamento preoccupante del modello di consumo tradizionale tra gli italiani, che fanno sempre più ricorso allo “sballo” alcolico lontano dai pasti. E sono proprio i giovani a dimostrarsi i consumatori meno consapevoli. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione dai rischi legati all'abuso di alcol.
Mentre sale fino al 15,1 per cento il numero dei giovani tra i 18 e i 24 anni “affezionati” al “binge drinking” (la pratica dannosa di bere sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione), continua a scendere -sottolinea la Cia- la quota di consumi di vino tra gli italiani, che nel 2011 perde un ulteriore 1 per cento. Si tratta di una flessione debole che però conferma la tendenza al ribasso che va avanti da anni e che ha visto calare il consumo pro capite di 12 litri negli ultimi 15 anni, passando da 55 a 43 litri.
          Il vino -spiega la Cia- ha pagato negli anni l’effetto di una condanna indiscriminata del bere, che non ha saputo distinguere tra la sana abitudine del bicchiere di vino a pasto, che notoriamente fa bene alla salute, con l’abuso di alcolici. Va assolutamente smentito questo messaggio errato con un cambiamento della comunicazione che educhi a una degustazione consapevole e moderata, che condanni lo “sballo”, ma non il consumo moderato e consapevole di vino, che consumato a pasto è da considerare in tutto e per tutto un alimento “principe” della nostra dieta mediterranea, nota in tutto il mondo per le sue caratteristiche di qualità e salubrità.
Fortemente da evitare -continua la Cia- sono le campagne criminalizzanti e le ordinanze di divieto che non distinguono tra un bere sano e consapevole e il consumo esagerato e lontano dai pasti, normalmente collegato alla “movida” notturna e deleterio per la salute dei giovani. A preoccupare è anche il successo di queste “mode” anche tra i giovanissimi. Basti pensare che la cifra dei soggetti con comportamenti a rischio cresce fino all'11,9 per cento anche nella fascia tra gli 11 e i 15 anni.

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