Inflazione: la spesa quotidiana vola al 4,6%. Ma con il "caro-carrello" i consumi alimentari restano giù

13/apr/2012 13.09.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Inflazione: la spesa quotidiana vola al 4,6%. Ma con il “caro-carrello” i consumi alimentari restano giù
 
La Cia commenta i dati definitivi sui prezzi al consumo a marzo diffusi dall’Istat: i continui rincari dei carburanti si abbattono su tutta la filiera, stravolgendo i conti delle aziende agricole e aumentando i costi delle famiglie per la tavola. Ma con i listini in rialzo gli italiani diminuiscono le quantità. Cala però la verdura fresca: si sgonfia il “super-aumento” di febbraio, colpa dell’ondata di maltempo.
         
        Cresce l’allarme prezzi nel carrello della spesa. A marzo il rincaro dei listini dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, dal cibo ai carburanti, sale fino al 4,6 per cento, ai massimi dal 2008 e superiore di oltre un punto percentuale al tasso d’inflazione. Per gli italiani significa una stangata senza precedenti, tanto più che mentre il costo della vita sale, le retribuzioni restano ferme e il divario con l’inflazione è il più alto dal 1995. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati definitivi sui prezzi al consumo diffusi oggi dall’Istat.
          I carburanti restano anche questo mese i “colpevoli” principali: la benzina aumenta del 18,6 per cento e il gasolio per i mezzi di trasporto del 22,5 per cento, con effetti a catena su tutta la filiera alimentare. A pagare, infatti, sono prima i produttori, che spendono praticamente il doppio dell’anno scorso per riscaldare le serre e i capannoni e alimentare i mezzi meccanici -spiega la Cia- e poi le famiglie al supermercato, che scontano la dipendenza quasi totale dal trasporto su strada per la distribuzione dei prodotti dal campo alla tavola.
          Il risultato è che a marzo si riscaldano anche i prezzi di alimentari di larghissimo consumo come il pane (più 2,7 per cento), la pasta (più 2,4 per cento), il vino (più 3,5 per cento), mentre continuano la loro corsa sia il caffè (più 12,8 per cento) che lo zucchero (più 12,6 per cento). Ci sono però anche listini in calo -osserva la Cia-. Per esempio la verdura è tornata a diminuire (meno 2,4 per cento) rispetto a febbraio, quando lo sciopero dei tir e il maltempo, unito alle speculazioni, avevano spinto in alto le sue quotazioni. E scende anche il pesce fresco, con una riduzione congiunturale dell’1,1 per cento.
          Ma questi decrementi certo non bastano a ridare sollievo al portafoglio degli italiani, che infatti continuano a diminuire le quantità acquistate e ricorrono in maniera sempre più “spinta” a discount e promozioni commerciali: una tendenza che interessa ormai quasi il 40 per cento delle famiglie del Paese.
Continuando così, però, con il carburante sempre più su e l’annunciato nuovo aumento dell’Iva a ottobre -avverte la Cia- sarà impossibile rilanciare i consumi domestici, alla base della ripresa economica, e in primis quelli per la tavola, già in profondo rosso nel 2011 con un calo drastico del 2 per cento. 

______________________________________
Settore Comunicazione e Immagine
CIA- Confederazione italiana agricoltori
Via Mariano Fortuny, n. 20
00196-ROMA
Tel. 06-3227008
Fax 06-3208364
E-mail: cia.informa@cia.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl