comunicato stampa

24/apr/2012 15.17.30 ufficio stampa casentino Contatta l'autore

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UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO

 

 

 

SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DEL POTENZIALE VITICOLO DEL CASENTINO

 

 

 

Venerdì 27 Aprile a partire dalle ore 10 si terrà presso il Castello dei Conti Guidi di Poppi la presentazione dei risultati del progetto territoriale di ricerca condotto sugli antichi vitigni coltivati in Casentino. Dal 2003 la Comunità Montana del Casentino, ora Unione dei Comuni Montani del Casentino, e il CRA – Viticoltura di Arezzo hanno sviluppato un progetto di ricerca sugli antichi vitigni locali che dal 2010 ha beneficiato dell’aiuto finanziario dell’ARSIA – Regione Toscana con l’inserimento nei progetti per lo sviluppo della ricerca in ambiti territoriali rurali in Toscana.  Attualmente in Casentino la viticoltura ha scarsa importanza se consideriamo l’esiguità della sua superficie vitata, poco meno di 400 ettari, prevalentemente ubicati nei comuni di Capolona e Subbiano. La vallata casentinese resta tuttavia erede di un’importante tradizione vitivinicola risalente al XIII secolo quando, in tutto il Casentino, si producevano rinomati vini bianchi e rossi e nella zona di Subbiano e Capolona un vino Moscato dolce, più noto come Moscatello di Subbiano, che continuò ad essere apprezzato fino ai recenti anni ’50 del secolo scorso. Nel tempo il peso del settore vitivinicolo si è progressivamente ridotto con l’abbandono delle superfici vitate. E’ stata proprio la ridotta dinamicità delle aziende casentinesi a permettere nel corso del recente passato, il recupero di numerosi biotipi di antica coltivazione rimasti per numerosi decenni su piante-relitto presso piccole aziende marginali. Il lavoro di osservazione e ricerca, condotto attraverso sopralluoghi ed indagini ha consentito il ritrovamento di 123 accessioni, appartenenti a 53 differenti varietà, di cui 48 da vino (33 a bacca nera e 15 a bacca bianca) e 5 da tavola. La quasi totalità delle piante rinvenute è verosimilmente più che centenaria e molte di esse sono franche di piede. Per conservare i biotipi censiti è stato realizzato un vigneto-collezione presso l’azienda La Mausolea (Bibbiena) di proprietà dei monaci Camaldolesi e in collaborazione con l’azienda agricola Il Pozzo (Capolona) è stato impiantato un vigneto di Moscato di Subbiano al fine di effettuare la sperimentazione sul tradizionale vino da dessert.

 

All’iniziativa organizzata dall’Unione dei Comuni del Casentino in collaborazione con la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, il CRA, la Comunità Monastica di Camaldoli e AIS Toscana interverranno Luca Santini, presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino; Andrea Cutini, assessore agricoltura della Provincia di Arezzo; Carlo Chiostri, Regione Toscana – settore “Promozione dell’innovazione e sistemi della conoscenza”;  Luca Segantini dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino “Presentazione e obiettivi del progetto”; Paolo Storchi, C.R.A. Unità di ricerca per la viticoltura, “Recupero, conservazione e caratterizzazione del germoplasma viticolo del Casentino”; Franco Giannetti “ Potenzialità dei vitigni recuperati per la valorizzazione enologica del territorio”; Marco Biagioli, enologo e produttore, “Prime valutazioni sulle vinificazioni degli antichi vitigni”.

 

Ufficio stampa Unione del Comuni Montani del Casentino

 

 

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