Diritto di Famiglia in Italia : vergogna italiana (di Cosmo de La Fuente)

Molti i casi in cui un genitore viene negato, sappiamo che si tratta, nella maggior parte dei casi, del padre.

Persone Marco Ghezzi, Anna Maria Gattiìo, Pietro Forno
Luoghi Italia, Milano, Basiglio
Organizzazioni Corte di Strasburgo
Argomenti diritto, diritto penale

03/mag/2012 08.25.19 paolo caruso Contatta l'autore

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Molti i casi in cui un genitore viene negato, sappiamo che si tratta, nella maggior parte dei casi, del padre. Mi pare di sentire già le parole  di tutti quelli che storcono il naso perché per l’ennesima volta siamo qui a parlare di Bi-genitorialità negata. È vero, anch’io ne parlo spesso, come ne parlano  alcune persone che si occupano di questa lacuna del diritto di famiglia italiano, ma non è mai abbastanza. In un paese avanzato come l’Italia, dove si pensa ai problemi sociali di tutti, si continua a trattare in maniera diversa i singoli cittadini.

Padri negati, a volte madri negati, troppi figli negati. Qualsiasi minore deve poter crescere sapendo di avere due genitori e nessuno può arrogarsi il diritto, salvo in gravi casi, di togliere un genitore a un bambino. Due genitori e quattro nonni, se sono tutti in vita, devono restare vicino ai bambini.

Non  è possibile che tutto venga delegato al “divorzificio” giostra di aule di tribunali, di avvocati, assistenti sociali e carta bollata. I vari politici che si sono succeduti nei governi italiani non hanno mai preso seriamente questo e hanno lasciato che lo stato incivile in cui viviamo non abbia subito mai nessun cambiamento. Vogliamo o no pensare ai minori? Stiamo distruggendo questi bambini che si trovano in questa situazione.

Non un capo di partito, non un politico, né uomo né donna, che abbia pensato alle milioni di persone che sono regolarmente massacrate da leggi obsolete e da una mentalità bloccata tra vecchi parametri sociali di paeselli medievali e i luoghi comuni che non fanno altro che alimentare l’ignoranza diffusa in materia. Mi sono domandato più volte il perché di questa immobilità nonostante l’apparente interessamento da parte di alcuni capi della politica italiana, che più di una volta si sono informati su quello che si scrive, non si siano mai decisi a fare nulla. Sarà perché in questo campo ci sarebbe davvero da lavorare? Sarà perché sono convinti che siano gli altri punti sociali a portare voti, come quello delle “coppie di fatto”.

Se non proteggiamo la più alta espressione di amore com’è quella tra genitori e figli, come possiamo pensare di parlare di unioni? Le credenze popolari vedono come unica figura d’amore quella della madre e preconcetti che regolano e influenzano le leggi senza tener conto dell’evoluzione sociale. L’emarginazione dei padri separati, ad esempio, si affianca alla sua condanna a diventare colui che deve pagare per sempre la sua ex moglie. Se vogliamo metterla al femminile, dobbiamo pensare che anche le nuove mogli e compagne di quel padre separato, sono penalizzate da questa situazione. Il nostro ordinamento si è dimenticato della paternità e il diritto alla bigenitorialità, nonostante il risultato della legge 54/2006.

Studi eseguiti da specialisti e psicologi hanno dimostrato il danno che viene fatto a un minore costretto a interrompere il rapporto con uno dei genitori. Persino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, in qualche occasione, ha condannato l’Italia per non aver garantito ad un padre di far visita al proprio giudice. Non esistono giudici, non ci sono Servizi Sociali in grado di assicurare al minore i suoi sacrosanti diritti. Secondo la Corte dei Diritti dell’Uomo, le autorità si sono limitate ad adottare misure automatiche senza modellarle ai casi in questione.

Allo stesso modo ci sono mamme e papà a cui, senza validi motivi, vengono private dei loro figli per leggerezza legale, mettiamola così. Tanto per parlare di un caso più leggero, tralasciando quelli gravissimi in cui un genitore arriva a togliersi la vita, vorrei citare i fratellini di Basiglio che vennero strappati all’affetto dei loro genitori e spediti in case di accoglienza. Un caso in cui sono stati compiuti, secondo il procuratore aggiunto Pietro Forno, tutti gli errori possibili pur non commettendo alcun reato. Gli imputati degli errori sono stati tutti assolti dal giudice della quinta sezione penale del capoluogo lombardo, Anna Maria Gattiìo.


"Che schifo la legge italiana, queste persone hanno rovinato due bambini", ha concluso la madre dei due fratelli, raccontando che "loro stessi chiedevano giustizia perché soffrono ancora, soprattutto il più grande che ha avuto problemi dal punto di vista emotivo". I cinque imputati erano stati portati a processo a seguito dell'inchiesta coordinata dal pm Marco Ghezzi, poi andato in pensione. Il giudice ha assolto la preside della suola elemntare del centro alle porte di Milano che era stata accusata di falsa testimonianza e le due maestre accusate di false dichiarazioni ai magistrati. Gli altri due assolti uno psicologo e un’assistente sociale che dovevano rispondere di leisoni colpose.


I due fratelli, lei 9 anni all'epoca e lui 13, vennero tolti ai genitori il 14 marzo del 2008 su decisione del tribunale per i minorenni. Un mese prima circa le insegnanti della scuola frequentata dalla bimba avevano trovato un disegno con allusioni erotiche sotto il suo banco. Erano nati sospetti circa relazioni malsane tra lei e il fratello. La preside aveva inviato una segnalazione ai servizi sociali e si era messa in moto la macchina che aveva portato ad allontanare dai genitori i loro figli, mettendoli in strutture diverse.

Sul caso Basiglio sono intervenute associazioni e politici poco interessati, in realtà ed erano state organizzate delle fiaccolate. Poco alla volta la verità venne a galla e cioè che  il disegno non l'aveva realizzato la bambina, ma una sua compagna di classe. I giudici minorili avevano fatto marcia indietro restituendo i figli alla famiglia. La preside era accusata, così come le due maestre, di non aver detto ai magistrati che il disegno lo aveva fatto un'altra alunna, pur sapendolo. In realtà, ha sostenuto il procuratore, nessuno alle tre donne lo ha mai domandato. In più, la direttrice scolastica avrebbe omesso la verità sull'autore del disegno anche nella relazione.

Cosa possiamo aspettarci da un Paese in cui Giudici dei minori non approfondiscono caso per caso in maniera reale e delegano tutto ad Assistenti Sociali che, troppo spesso, non vengono preparati a dovere e commettono errori imperdonabili. Il discorso su di loro merita sempre un capitolo a parte. Nel 2007 scrissi un articolo di sensibilizzazione e ne scaturì, come prevedibile, un’accesa discussione che in parte vorrei riprendere, in attesa che ci sia “veramente” qualcuno pronto a mettere mano in questa selva di leggi sgangherate e poco applicate nel nostro Paese.

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Assistenti Sociali: i nuovi mostri

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Cosmo de La Fuente

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http://www.familiafutura.com/2012/05/diritto-di-famiglia-in-italia-vergogna.html

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