Benzina: ribasso listini è insufficiente, afamiglie e imprese servono misure strutturali. A partire dall'azzeramento delle accise sul gasolio agricolo

Benzina: ribasso listini è insufficiente, afamiglie e imprese servono misure strutturali.

Persone Claudio De Vincenti
Organizzazioni CIA
Argomenti economia, commercio, borsa

08/mag/2012 14.12.26 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: ribasso listini è insufficiente, a famiglie e imprese servono misure strutturali. A partire dall’azzeramento delle accise sul gasolio agricolo
 
La Cia commenta le dichiarazioni del sottosegretario De Vincenti al termine dell’incontro con la filiera dei carburanti: il “caro-carburante” ha avuto effetti devastanti sul carrello alimentare (+200 euro a famiglia) e sui costi di produzione agricoli (+5mila euro). Ora c’è bisogno di risposte concrete e non di dichiarazioni d’intenti.
 
          La riduzione dei prezzi alla pompa di 4-5 centesimi al litro è un primo passo, ma certo non sufficiente a risolvere i problemi derivanti dal “caro-carburante”. C’è sicuramente ampio spazio per chiedere un ulteriore abbassamento dei listini, ma soprattutto serve affiancare alle dichiarazioni e ai moniti misure strutturali che diano reale sollievo sia alle famiglie che agli agricoltori, oggi in grande difficoltà. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando le parole del sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, al termine dell’incontro con la filiera dei carburanti.
          Finora l’aggravio sulla spesa alimentare derivante dai continui aumenti di benzina e gasolio ha già superato le 200 euro annue a famiglia, considerato che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento. Ma per tutto l’ultimo anno -ricorda la Cia- gli italiani hanno dovuto “sborsare” più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (470 euro al mese) che per gli alimentari (467 euro al mese), con uno sbilanciamento mai visto prima verso auto e bollette a discapito della tavola.
          Inoltre, resta drammatica la situazione degli agricoltori, che hanno visto raddoppiare in meno di un anno il prezzo del gasolio agricolo, con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda. D’altronde -sottolinea la Cia- la stagione invernale con neve, gelo e grandine ha fatto crescere il ricorso al riscaldamento con un nuovo aggravio di costi nella gestione dell’impresa.
        Ecco perché ora non bastano né le dichiarazioni d’intenti né gli interventi “spot”. Per dare una boccata d’ossigeno ai produttori è sempre più indispensabile che il governo azzeri al più presto le accise sul gasolio agricolo, in modo da permettere una riduzione degli oneri a carico degli agricoltori -conclude la Cia-. Per aiutare le famiglie, invece, è necessario, come dicono anche le associazioni dei consumatori, agire su due fronti: bloccare il prossimo aumento dell’Iva e introdurre il meccanismo dell’accisa mobile.

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