Ortofrutta: autogoverno, aggregazione e rapporti più stretti di filiera per uscire dalla crisi, riequilibrare i mercati e rilanciare i consumi

11/mag/2012 12.46.05 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Ortofrutta: autogoverno, aggregazione e rapporti più stretti di filiera
per uscire dalla crisi, riequilibrare i mercati e rilanciare i consumi
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene a Bologna al primo Forum della Confederazione sui problemi del settore.
 
          “Autogoverno, aggregazione, rapporti più stretti di filiera, interventi mirati per contrastare le ricorrenti crisi di mercato. Il settore dell’ortofrutta, che rappresenta oltre il 34 per cento della nostra agricoltura, ha bisogno di nuove strategie, di progetti validi per dare nuove prospettive di sviluppo e competitività agli imprenditori, sempre più stretti da prezzi in caduta e di costi in continua crescita”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo oggi a Bologna al primo Forum ortofrutticolo nazionale promosso dall’Organizzazione sul tema “Mettiamo al centro l’ortofrutta. Un sistema da evolvere, innovare e rafforzare”.
          “Oggi nel comparto -ha aggiunto Politi- c’è troppa frammentazione che non interessa soltanto le imprese agricole, ma tutte le componenti della filiera. Serve, quindi, un vero piano di ristrutturazione che si fonda su una visione strategica. Le Organizzazioni dei produttori e l’Organismo interprofessionale, sono strumenti indispensabili, ma vanno necessariamente rilanciati e sviluppati.
          “I rapporti di filiera nell’ortofrutta devono essere riequilibrati e incentivati attraverso un lavoro di programmazione delle risorse e di regolamentazione delle relazioni mercantili ed agro-industriali. Si tratta di un lavoro complesso che non può essere svolto da un singolo componente. Deve essere, invece, prerogativa di un organismo di natura paritetica che acquisisca la necessaria autorevolezza, grazie ad un ruolo di coordinamento e di mediazione delle diverse esigenze. In pratica, c’è l’esigenza di un’interprofessione in grado di programmare le quantità di prodotto e di regolarne l’immissione sui mercati, anche nei confronti della Grande distribuzione organizzata”.
          “Il settore dell’ortofrutta -ha rilevato il presidente della Cia- ha in questi ultimi anni risentito della mancanza di un rapporto stretto ed omogeneo di filiera. Basta vedere il fronte dei prezzi, che dalla produzione al consumo hanno registrato rialzi abnormi e chiare manovre speculative, per comprendere le difficoltà che attualmente s’incontrano e i problemi che gli agricoltori, oppressi da costi onerosi, sono costretti ad affrontare”.
Secondo Politi, l’Organismo interprofessionale dell’ortofrutta dovrà, quindi, operare su più fronti: regole di mercato su quantità e qualità del prodotto; monitoraggio costante dei prezzi; capacità di avviare, nei casi più gravi, procedure di sostegno ai produttori; potenziamento della rete dei controlli sulla merce in arrivo e in partenza dal mercato comune per evitare fenomeni diffusi di concorrenza sleale da parte di produttori terzi; rafforzamento delle campagne promozionali per contrastare la tendenza alla diminuzione di consumi di frutta e verdura non solo in Italia, ma anche in Europa.
          Per quanto riguarda l’aspetto europeo, il presidente della Cia ha sostenuto che “nella nuova Pac sarà indispensabile un dispositivo più efficace a livello europeo nei casi di grave crisi di mercato, ormai frequenti per la frutta estiva e che, purtroppo, saranno la costante dei prossimi anni. Gli interventi di mercato dovranno essere più veloci, elastici, efficaci e dovranno contare su dotazioni finanziarie pluriennali, su base mutualistica, ma aperte anche alla possibilità di aiuti nazionali”.
 

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