Inflazione: la benzina fa decollare il carrello della spesa. Calano solo frutta e verdura. E il caro-gasolio mette in crisi le imprese agricole

14/mag/2012 12.38.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: la benzina fa decollare il carrello della spesa. Calano solo frutta e verdura. E il caro-gasolio mette in crisi le imprese agricole
 
La Cia commenta i dati Istat di aprile. La flessione dei listini sui campi (meno 2,3 per cento) frena la corsa degli alimentari, soprattutto quelli non lavorati (meno 0,7 per cento). I costi continuano a soffocare l’agricoltura.
 
Il rincaro del carrello della spesa tocca livelli record (più 4,7 per cento) e si svuota sempre di più. Solo i prodotti freschi, in particolare frutta e verdura, registrano evidenti ribassi (meno 4,9 per cento), mentre le impennate del prezzo dei carburanti tagliano i consumi a tavola e gli aumenti vertiginosi del gasolio fanno decollare i costi per le aziende agricole (più 20,5 su base annua). E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati Istat sull’andamento dell’inflazione nel mese di aprile.
La Cia rileva che i prodotti alimentari non lavorati hanno registrato nel mese di marzo un calo dello 0,7 per cento in termini congiunturali e una crescita dell’1,7 per cento sotto l’aspetto tendenziale. Quelli lavorati hanno, invece, segnato incrementi, rispettivamente, dello 0,2 per cento e del 2,2 per cento. E questo grazie all’andamento al ribasso delle quotazioni sui campi che sono diminuite del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno.
Ancora una volta -segnala la Cia- l’agricoltura ha fornito il suo apporto al rallentamento del trend inflazionistico. Contributo che, però, gli agricoltori stanno pagando in maniera molto pesante: il “mix” micidiale tra diminuzione dei prezzi all’origine e aumento consistente dei costi produttivi, contributivi e burocratici ha, infatti, determinato un nuovo taglio dei redditi dei produttori.
Un eguale andamento, purtroppo, non si è ancora avuto nei vari passaggi della filiera e, quindi, i prodotti alimentari non hanno registrato, al dettaglio, la tanto attesa diminuzione. Per questo la Cia ribadisce la necessità di rapporti più stretti ed intese nella filiera e l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi lungo i vari passaggi dal campo alla tavola, per contrastare rincari artificiosi e ingiustificati e manovre speculative.
Ma sulle imprese agricole “pesa” in maniera opprimente la “voce” carburante. Il caro-gasolio sta mettendo in crisi sia le serre che tutte le altre tipologie di imprese agricole. Ed è per questa ragione che la Cia rinnova la proposta per l’azzeramento delle accise che gravano oggi sul carburante utilizzato dagli agricoltori.
 

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