Lavoro: sui voucher in agricoltura risposte parziali e insufficienti per le imprese. Così si snatura uno strumento che si è dimostrato valido

Lavoro: sui voucher in agricoltura risposte parziali e insufficienti per le imprese.

Persone Giuseppe Politi
Organizzazioni Commissione Lavoro, senato italiano, Senato, CIA
Argomenti agricoltura, lavoro, istituzioni, impresa

23/mag/2012 16.00.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Lavoro: sui voucher in agricoltura risposte parziali e insufficienti per le imprese. Così si snatura uno strumento che si è dimostrato valido
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime perplessità e preoccupazione sull’emendamento al ddl lavoro approvato in Senato.
 
          “Solo risposte parziali e insufficienti per le imprese agricole”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, commenta l’emendamento approvato in Commissione Lavoro del Senato sui voucher in agricoltura nell’ambito della discussione sul ddl lavoro, che è passato all’esame dell’aula di Palazzo Madama.
          “In questi giorni -aggiunge Politi- ci siamo detti disponibili ad un confronto serio e costruttivo per cercare di arrivare ad una soluzione equilibrata sulla materia. Purtroppo, la modifica apportata dal Parlamento accoglie solo in parte le nostre preoccupazioni, ma lascia intatte rilevanti criticità che rischiano, di fatto, di vanificare l’utilizzo dei voucher, che si sono dimostrati uno strumento importante con risultati significativi”.
          “In particolare, l’introduzione del valore orario del ‘buono’ rappresenta -rimarca il presidente della Cia- uno snaturamento dei voucher, che sono stati concepiti per regolamentare prestazioni non professionali e non configurabili, per la loro brevità e discontinuità, nel contesto del lavoro agricolo dipendente”.
          “No solo. Siamo arrivati a questa conclusione -e ciò alimenta ancora di più la nostra preoccupazione- per la mancanza di interlocuzione con il ministro del Lavoro che non ha ritenuto opportuno, su un tema così specifico, di consultare preventivamente le rappresentanze del mondo agricolo. Un atteggiamento -afferma Politi- che ha privato in questo modo il settore primario della possibilità di far sentire le proprie ragioni, rendendo, oltretutto, sempre più difficile alle aziende agricole di operare in un quadro di trasparenza e di certezza delle regole”. 
 

 

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