Commercio: vendite alimentari in rialzo, ma il futuro dei consumi resta cupo. Il 71% delle famiglie riorganizza la spesa per la tavola

25/mag/2012 14.10.29 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Commercio: vendite alimentari in rialzo, ma il futuro dei consumi resta cupo. Il 71% delle famiglie riorganizza la spesa per la tavola 

 

La Cia sui dati diffusi oggi dall’Istat: l’incremento di marzo è un segnale incoraggiante, ma certo non basta a invertire la tendenza fortemente negativa del 2011. Il comportamento d’acquisto degli italiani resta improntato al massimo risparmio, tra chi compra solo in base al prezzo, chi opta per sconti e offerte e chi sceglie solo discount e “formati convenienza”.

 

A marzo le vendite di prodotti alimentari calano dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente, mentre aumentano del 3,5 per cento sull’anno trascinando il dato complessivo del commercio al dettaglio al rialzo maggiore da undici mesi. Si tratta certo di un segnale incoraggiante, ma certo non è sufficiente a invertire la tendenza fortemente negativa dei consumi degli italiani, con la spesa pro capite bloccata sui livelli di quasi trent’anni fa. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando il consueto report mensile dell’Istituto nazionale di statistica.

La situazione economica delle famiglie resta ancora molto difficile e improntata al massimo risparmio, anche sul fronte del capitolo irrinunciabile “cibo e bevande”. La crisi, con la perdita netta del potere d’acquisto, la pressione fiscale alle stelle, il caro-benzina e l’aumento della disoccupazione ha completamente cambiato stili e abitudini alimentari degli italiani. Secondo i nostri ultimi dati -osserva la Cia- il 71 per cento delle famiglie ha riorganizzato le spese per la tavola: comparando i prezzi con più attenzione (il 65 per cento); cercando sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 per cento); privilegiando le grandi confezioni, il cosiddetto “formato convenienza” (il 42 per cento); comprando quasi esclusivamente nei discount (il 39 per cento).

E infatti anche a marzo -ricorda la Cia- la tipologia di esercizio che fa registrare l’incremento tendenziale maggiore è proprio il discount, dove le vendite alimentari sono salite del 4,6 per cento.

Si tratta di numeri che fotografano una difficoltà ancora molto evidente degli italiani -conclude la Cia- e certo non basta una variazione positiva a risollevare il trend generale delle vendite e dunque i consumi, da troppo tempo stagnanti. Le prospettive per il futuro restano “nere”, tenendo conto anche del previsto nuovo aumento dell’Iva in autunno, che costerà agli italiani quasi un miliardo solo per le spese alimentari. 

  

 

 

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