Prezzi: i dati Istat confermano le difficoltà delle imprese agricole. Il "caro-gasolio" fa impennare i costi

Prezzi: i dati Istat confermano le difficoltà delle imprese agricole.

Organizzazioni ISTAT, CIA
Argomenti economia, agricoltura, commercio

25/mag/2012 14.42.23 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Prezzi: i dati Istat confermano le difficoltà delle imprese agricole. Il “caro-gasolio” fa impennare i costi

 

La Cia sottolinea i problemi che stanno vivendo gli agricoltori, che vedono crescere sempre di più gli oneri produttivi, contributivi e burocratici. Le quotazioni sui campi non sono remunerative.

 

I dati del primo trimestre dell’anno sui costi sostenuti dagli agricoltori e sui prezzi praticati sui campi confermano le difficoltà delle imprese. Soprattutto il “caro-gasolio” ha avuto effetti pesantissimi. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle rilevazioni rese note oggi dall’Istat.

Le aziende agricole -commenta la Cia- stanno vivendo una fase molto complessa e, nonostante le difficoltà, hanno dimostrato grande vitalità. Il settore, infatti, è l’unico che cresce in termini di Pil. L’impennata degli oneri produttivi, contributivi e burocratici e i prezzi all’origine ancora non remunerativi rendono, però, difficile l’attività imprenditoriale e pongono ostacoli. Problemi che hanno costretto nei primi tre mesi del 2013 oltre 13 mila imprese a chiudere. 

Ma l’elemento preoccupante appare -rimarca la Cia- la corsa frenetica dei costi produttivi e degli oneri contribuitivi che aggravano sempre di più i bilanci aziendali. E la situazione può divenire ancora più pesante se non si metterà un freno agli aumenti dei prezzi petroliferi. In questo contesto è sempre più indispensabile che il governo azzeri le accise sul gasolio agricolo in modo da permettere una riduzione degli oneri a carico delle imprese.

Basta, comunque, vedere l’andamento dei prezzi dei mezzi correnti di produzione per comprendere -afferma la Cia- i problemi che sono costrette ad affrontare le aziende agricole. Nel primo trimestre i carburanti hanno segnato un aumento del 13,3 per cento, i concimi 9,3 per cento e i sementi 6,5 per cento.

Ovviamente, questa situazione rischia di avere effetti negativi sui redditi e di annullare il trend positivo registrato nel corso del 2011 (più 11,4 per cento rispetto al 2010). Un positivo segnale di inversione di tendenza, anche se non è stato colmato il pesante crollo del 30 per cento degli ultimi dieci. Non solo. La manovra economica, che aumenta pesantemente i costi per le imprese (vedi i contributi, i rincari del gasolio e la tassazione sui fabbricati rurali e i terreni agricoli), può, di fatto, cancellare questo primo importante risultato.

 

 

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