Inflazione: rallenta la corsa del carrello della spesa, ma è sempre caro. Così i consumi nonripartono

31/mag/2012 16.10.59 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: rallenta la corsa del carrello della spesa, ma è sempre caro. Così i consumi non ripartono
 
La Cia commenta i dati diffusi oggi dall’Istat: prezzi al consumo a maggio al 3,2 per cento, ma per il paniere dei prodotti più acquistati rincari del 4,3 per cento. Restano alti i listini dei carburanti, con effetti anche sugli alimentari. Esclusa la verdura fresca, che rimane “super-conveniente”. Ora l’aumento di due cent al litro sulle accise dei carburanti ridurrà ancora di più la capacità di spesa delle famiglie.   
 
          Il carovita pesa come un macigno sui bilanci delle famiglie. Anche a maggio. Perché se è vero che nel mese è rallentata la corsa del “carrello della spesa”, passando dal 4,7 per cento tendenziale di aprile al 4,3 per cento di oggi, è anche vero che resta comunque su valori altissimi, parecchio superiori anche rispetto al tasso d’inflazione (3,2 per cento). Vuol dire che i consumatori continuano a dover svuotare il portafoglio per fare il pieno alla pompa o andare al supermercato. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati sui prezzi al consumo diffusi oggi dall’Istat.
          A impoverire il budget degli italiani sono ancora una volta i beni energetici -spiega la Cia- a cominciare dal boom del prezzo dell’energia elettrica (+16,2 per cento annuo) per arrivare ai listini sempre “record” dei carburanti. Nonostante il calo congiunturale, infatti, il tasso di crescita tendenziale della benzina resta comunque al 17,7 per cento, mentre il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale sull’anno del 19,1 per cento. Con effetti a catena su tutta la filiera alimentare: sui produttori, che vedono praticamente raddoppiati i costi di produzione per energia e carburanti, e sulle famiglie al bancone, che scontano la dipendenza quasi totale dal trasporto su ruota per la distribuzione dei prodotti dal campo alla tavola.
          Tra i prodotti al bancone alimentare del supermercato, a “riscaldarsi” di più nel confronto con maggio 2011 sono lo zucchero (+9,4 per cento), il vino (+3,8 per cento), le uova (+5,1 per cento), il pesce fresco di mare (+3,2 per cento) e d’allevamento (+4,9 per cento), prodotti di panetteria e pasticceria (+3 per cento) e persino la pasta (+2,4 per cento) -ricorda la Cia-. Mentre restano assolutamente convenienti i prodotti prettamente agricoli, e questo nonostante le difficoltà del settore: i prezzi della verdura fresca calano del 3,3 per cento congiunturale e dell’1,7 per cento tendenziale; quelli della frutta salgono sì del 6,1 per cento rispetto ad aprile (quando erano crollati di 3 punti percentuali) ma restano in flessione del 3,4 per cento rispetto a un anno fa.
          Ma se i prezzi continueranno a salire, le famiglie non torneranno a riempire le buste della spesa -sottolinea la Cia- e i consumi alimentari, crollati del 2 per cento, non si riprenderanno. Già ora oltre la metà degli italiani (il 53 per cento) fa la spesa ricorrendo a sconti, promozioni commerciali e offerte speciali, mentre ben due famiglie su cinque comprano quasi esclusivamente nei discount. Senza contare che le ultime misure del governo, con l’aumento di 2 centesimi al litro delle accise sui carburanti, rappresentano un’ulteriore stangata per gli italiani, che ridurrà ancora di più la capacità di spesa e allungherà i tempi di ripresa dell’economia.  

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