Istat: l'agricoltura difende i posti di lavoro . Nel primo trimestre l'occupazione "tiene" segnando +0,8%

Istat: l'agricoltura difende i posti di lavoro .

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Organizzazioni ISTAT, CIA
Argomenti agricoltura, economia

01/giu/2012 13.42.26 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Istat: l’agricoltura difende i posti di lavoro. Nel primo trimestre l’occupazione “tiene” segnando +0,8%  
 
La Cia commenta il rapporto dell’Istituto nazionale di statistica: nonostante i problemi che affliggono le imprese agricole, il settore mantiene sostanzialmente stabile il numero di addetti. Ma ora il governo deve darci una mano.
 
         L’agricoltura “tiene” nonostante la crisi, anche dal punto di vista occupazionale. Diversamente dall’industria o dalle costruzioni, che hanno chiuso il primo trimestre del 2012 con l’occupazione in calo (rispettivamente meno 1,8 per cento e meno 4,5 per cento), il settore primario registra nei primi tre mesi dell’anno un incremento dello 0,8 per cento. Certo è un rialzo lieve, ma significa che l’agricoltura difende i suoi posti di lavoro e che -a dispetto di tutti i problemi che condizionano la competitività delle aziende, dai costi produttivi record ai prezzi sui campi non remunerativi- mantiene sostanzialmente stabile il numero di addetti. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati dell’Istat diffusi oggi.
        Più in dettaglio, il risultato del comparto nel primo trimestre 2012 -spiega la Cia- è il frutto dell’aumento degli occupati in agricoltura al Nord (più 4,3 per cento) e del calo al Sud (meno 1,1 per cento) e nel Centro (meno 3,1 per cento), ma anche della parallela crescita delle posizioni lavorative dipendenti (più 6,7 per cento), concentrata al Settentrione e nel Mezzogiorno, e della discesa di quelle autonome (meno 3,6 per cento).
        Ora è importante cercare di mantenere questo trend anche nel resto dell’anno, e anzi incentivare l’ingresso dei giovani nei campi. Il governo però -osserva la Cia- deve aiutare il settore in questa missione, tanto più che oggi l’agricoltura vive un momento molto difficile, con l’arrivo della batosta dell’Imu su terreni e fabbricati rurali. Ma basta anche solo vedere l’andamento dei costi di produzione per comprendere i problemi che sono costrette ad affrontare le aziende agricole. Soltanto tra gennaio e marzo 2012, infatti, le spese per i carburanti sono volate su del 13,3 per cento, mentre concimi e sementi hanno segnato rispettivamente un più 9,3 per cento e un più 6,5 per cento.

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