Sisma Emilia: accelerare gli interventi, il bilancio dei danni all'agroalimentare è destinato a salire ancora

Sisma Emilia: accelerare gli interventi, il bilancio dei danni all'agroalimentare è destinato a salire ancora.

Persone Emilia Sisma
Organizzazioni Unione Europea, CIA
Argomenti agricoltura, economia, frutticoltura, alimenti

04/giu/2012 16.36.06 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Sisma Emilia: accelerare gli interventi, il bilancio dei danni all’agroalimentare è destinato a salire ancora
 
La Cia nella giornata di lutto nazionale: vicini alla popolazione colpita dal terremoto. Timore per il maltempo, che potrebbe peggiorare la situazione nelle campagne. A rischio il 10% della raccolta di frutta
 
          In questo giornata di lutto nazionale, la Cia-Confederazione italiana agricoltori si unisce al dolore della popolazione colpita dal terremoto e riafferma la sua vicinanza e solidarietà in particolare agli agricoltori, che vivono una situazione davvero difficile tra campi e strutture devastate, produzioni bloccate e campagne di raccolta a rischio.
          Ora il maltempo rende tutto ancora più complicato -spiega la Cia- perché le piogge torrenziali possono provocare vere e proprie alluvioni nelle campagne, considerato anche il problema della liquefazione dei terreni sabbiosi legato allo sciame sismico.
          In questo momento gli agricoltori hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile. Per fronteggiare l’emergenza e ripartire -sottolinea la Cia- non basta la sospensione degli obblighi fiscali. Il governo, ma anche l’Ue, devono accelerare al massimo i tempi d’azione e procedere agli interventi necessari, come per esempio la priorità d’accesso ai contributi del Psr alle aziende colpite o l’aumento della percentuale di anticipo della Pac. Ma anche le banche devono fare di più: è assolutamente indispensabile che in questa fase non si interrompano le linee di credito, ma anzi che agevolino fidi e prestiti a tassi agevolati.
          Si tratta di misure necessarie, tanto più che il bilancio dei danni all’agroalimentare è in continua evoluzione e potrebbe superare la soglia del mezzo miliardo di euro. Per ora le nostre stime parlano di oltre 250 milioni di euro solo per i crolli e le lesioni a case rurali, cantine, stalle, fienili, serre, magazzini di stoccaggio e lavorazione. Crolli che hanno coinvolto anche il bestiame, con centinaia di animali finiti sotto le macerie, e gli attrezzi e i macchinari agricoli. Cifra a cui vanno aggiunte le perdite economiche per produzioni pregiate come Parmigiano Reggiano e Grana Padano (almeno 200 milioni di euro) e Aceto balsamico tradizionale (15 milioni di euro) e altri 45-50 milioni ipotizzati per i danni alle tecnologie innovative quali impianti idraulici e di irrigazione, oltre alle tecnologie di confezionamento nel settore vitivinicolo, caseario e trasformazione delle carni. A cui sommare il calo di resa produttiva nel settore zootecnico, ma anche nelle colture ad elevata intensità di manodopera come l’ortofrutta.  
          Ed è proprio la frutticoltura a preoccupare di più, visto che in questo periodo -ricorda la Cia- nei territori colpiti dal sisma sta terminando la raccolta delle fragole, mentre si è nel pieno della stagione delle ciliegie e ci si prepara a giorni a quella di albicocche, pesche e nettarine. La filiera frutticola emiliana è importante e di qualità: basti pensare che ben il 50 per cento delle pesche italiane proviene proprio dalla regione segnata dal sisma, così come il 16 per cento delle ciliegie e addirittura l’80 per cento delle pere. Ma oggi il caos che il terremoto ha creato nelle campagne della Bassa modenese e dell’Alta ferrarese, insieme ai danni subiti dai laboratori di conservazione e lavorazione aziendale, fa temere per l’efficienza delle operazioni di raccolta, trasformazione e distribuzione -conclude la Cia-. Con il serio rischio di una perdita del prodotto anche superiore al 10 per cento.    
 

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