Pil: cresce solo l'agricoltura. Imprese vitali, ma oppresse dai costi

11/giu/2012 11.12.46 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pil: cresce solo l’agricoltura. Imprese vitali, ma oppresse dai costi
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: l’aumento del 4,9 per cento è senza dubbio un fattore positivo, ma non deve trarre in inganno. La situazione degli agricoltori resta difficile, soprattutto a causa del caro-gasolio, e si aggraverà ulteriormente con l’Imu. Occorre una nuova politica agraria nazionale in vista dell’appuntamento della riforma della Pac.
 
“L’agricoltura ha dimostrato ancora una volta dinamicità e vitalità, nonostante le tante difficoltà. E’ l’unico settore produttivo che cresce. Il valore aggiunto agricolo è salito nel primo trimestre 2012 del 4,9 per cento rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,4 per cento nei confronti dell’analogo periodo del 2011. Un incremento che, tuttavia, non deve trarre in inganno. Le imprese, infatti, continuano a essere in grande affanno, sempre più oppresse da pesanti costi produttivi e da gravosi oneri contributivi e burocratici, che con le misure del governo Monti aumenteranno ulteriormente. Non solo. I prezzi praticati sui campi, dopo una fase di ripresa, segnano un nuovo calo”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a commento dei dati Istat sul Prodotto interno lordo (Pil).
“Il trend positivo del settore primario -aggiunge Politi- non sgombra affatto il campo dai molti problemi che oggi pesano sull’agricoltura italiana. La situazione delle aziende agricole rimane ancora critica. Per questa ragione rinnoviamo le nostre sollecitazioni al governo affinché si guardi con maggiore attenzione verso i produttori italiani, costretti a operare in un contesto carico di ostacoli. Per comprendere la delicatezza del momento, basta vedere gli effetti che ha avuto il ‘caro-gasolio’ per le imprese, su cui ora si abbatte l’ulteriore e gravoso onere dell’Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli”.
“Negli ultimi dieci anni -avverte il presidente della Cia- più di 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagne e svantaggiate, sono state costrette a chiudere. Soltanto nei primi tre mesi del 2012 oltre 13 mila sono andate fuori mercato”.
“E’, quindi, indispensabile l’adozione di politiche nuove tese a valorizzare e sviluppare l’attività imprenditoriale del settore. Oltre alle misure urgenti per alleggerire il carico dei costi sostenuti dalle aziende, rinnoviamo al governo -conclude Politi- l’appello per una nuova politica agraria nazionale, soprattutto in vista della riforma Pac post 2013”.
 
 

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