Agricoltura: i Consorzi agrari sono un patrimonio di tutta l'agricoltura italiana. Fondamentali per lo sviluppo gli accordi di filiera

Agricoltura: i Consorzi agrari sono un patrimonio di tutta l'agricoltura italiana.

Persone Giuseppe Politi
Luoghi Roma, Italia
Organizzazioni Consorzio Agrario, Unione Europea, CIA, Partito Democratico
Argomenti economia, politica, agricoltura, commercio

14/giu/2012 17.26.11 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: i Consorzi agrari sono un patrimonio di tutta l’agricoltura italiana. Fondamentali per lo sviluppo gli accordi di filiera
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene al Forum del Pd. Garantire la libera partecipazione a queste importanti strutture. Regolare i mercati agroalimentari. Dopo il “pacchetto latte” Ue, la programmazione produttiva va estesa a tutte le altre filiere. Serve un nuovo progetto di politica agraria nazionale.
 
“I Consorzi agrari appartengono alla storia del nostro Paese e sono un patrimonio di tutti gli agricoltori. Non possono essere, quindi, gestiti solo da alcuni e negati ad altri. Oltretutto, avendo ottenuto per legge il riconoscimento di cooperative a mutualità prevalente, hanno assunto una funzione pubblica. Deve essere, quindi, garantita la libera partecipazione dei produttori agricoli”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo oggi a Roma all’Assemblea nazionale per l’agricoltura “Coltiviamo il futuro” promossa dal Pd.
“I Consorzi agrari -ha aggiunto Politi- sono chiamati oggi a compiere il tanto auspicato passo avanti nella necessaria democratizzazione e riorganizzazione economico-finanziaria, territoriale e strutturale”.
“D’altra parte, più volte -ha rimarcato il presidente della Cia- abbiamo sostenuto che l’associazionismo economico degli agricoltori è centrale per la crescita del settore. E i Consorzi agrari, per la loro storia e per ciò che rappresentano, sono un tassello importante del progetto di riorganizzazione della filiera agricola italiana. Noi siamo aperti ad un confronto serio e costruttivo”.
Altro tema toccato dal presidente Politi la regolazione dei mercati agroalimentari. “E’ essenziale favorire e sviluppare regole chiare che permettano rapporti più stretti di filiera. Quanto avvenuto a livello europeo con il cosiddetto ’pacchetto latte’ -ha detto- deve rappresentare un ‘apri-pista’ per tutti gli altri settori produttivi, assicurando una reale programmazione produttiva delle filiere. Come Cia, abbiamo sempre ritenuto che l’autogoverno dei produttori nell’ambito di corrette relazioni intersettoriali sia la strada maestra per regolare il mercato. Tutto ciò superando le vecchie logiche dei vincoli e delle quote, ma anche assicurando trasparenza e un’equa ripartizione del valore aggiunto nella filiera”.
Il presidente della Cia ha concluso il suo intervento sottolineando che “accanto ad un’azione tesa a tutelare gli interessi degli agricoltori italiani nel difficile negoziato sulla Pac post 2013, è indispensabile avviare da subito un confronto concreto e costruttivo tra tutti i soggetti della filiera agroalimentare e le istituzioni centrali e locali per un nuovo progetto di politica agraria. Lo impone l’attuale difficile situazione del settore primario e i problemi economici e sociali che sono costrette ad affrontare migliaia di imprese agricole”.
“L’Italia agricola -ha insistito Politi- ha bisogno di una strategia condivisa e di ampio respiro. Basta, quindi, ai provvedimenti di emergenza e frammentari. Occorre sviluppare ricerca e innovazione, ricambio generazionale e aggregazione fondiaria, efficienza dei mercati, sostegno della competitività e costi di produzione, semplificazione amministrativa. E’ ormai giunto il momento di cambiare. Se si vuole puntare alla crescita e alla competitività delle aziende agricole è indispensabile cambiare marcia. Il governo Monti non ha finora dato risposte puntuali e concrete in questa direzione. Ecco perché chiediamo che si riaccendano i riflettori sull’agricoltura e si tenga conto del ruolo fondamentale che svolgono gli imprenditori agricoli del nostro Paese”.
 
 
 

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