Tariffe: governo affronti il "nodo-aumenti" . I rincari di elettricità e gas stravolgono la spesa delle famiglie e accrescono i costi degli agricoltori

20/giu/2012 15.49.45 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Tariffe: governo affronti il “nodo-aumenti”. I rincari di elettricità e gas stravolgono la spesa delle famiglie e accrescono i costi degli agricoltori
 
La Cia commenta le stime diffuse da Nomisma. Si rischia un ulteriore allargamento della forbice tra budget alimentare ed energetico, con uno sbilanciamento mai visto prima verso bollette e auto a discapito della voce “cibo e bevande”. Per le aziende agricole è un ulteriore aggravio sul bilancio.
 
        Non si può aspettare ancora. Il governo deve affrontare il nodo degli aumenti delle tariffe energetiche, che continuano a pesare sulle tasche delle famiglie costringendole a stravolgere il budget per il carrello della spesa. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando le stime diffuse da Nomisma sui prossimi incrementi di gas ed elettricità dal primo luglio.
        Fino al 2010 la quota di spesa per generi alimentari e bevande rappresentava un quarto della spesa complessiva delle famiglie italiane. Ma dall’anno scorso -spiega la Cia- questa quota è andata pian piano riducendosi: il “caro-carburanti” e i continui rialzi delle tariffe energetiche hanno costretto i consumatori a togliere soldi a beni essenziali come pane, pasta e carne e destinarli invece ad altri capitoli di spesa. La conseguenza è che negli ultimi dodici mesi il budget che ogni famiglia ha destinato a cibo e bevande è sceso a 467 euro al mese, superato da quello per il capitolo energia, carburanti e trasporti, che è salito a 470 euro mensili.
        Ora questi nuovi aumenti annunciati da Nomisma -sottolinea la Cia- rischiano di portare a un ulteriore allargamento della forbice tra queste due sezioni di spesa, con uno sbilanciamento mai visto prima verso auto e bollette energetiche a discapito della voce “alimentari”.
        Ma i problemi non sono solo quelli delle famiglie a tavola -aggiunge la Cia-. Anche gli agricoltori sui campi soffrono di questi continui incrementi, che si traducono in un aggravio insostenibile dei costi aziendali, ad esempio per le operazioni di mungitura o per lo stoccaggio e la conservazione dei prodotti freschi. Secondo gli ultimi dati Ismea disponibili, infatti, gli agricoltori sono arrivati a “sborsare” l’8,9 per cento in più dell’anno scorso per i beni energetici (energia elettrica +14 per cento; carburanti +8,1 per cento; lubrificanti +2,4 per cento).
 

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