Commercio: il carrello alimentare si svuota, anche nei discount. Famiglie più povere, quasi una su due riduce gli acquisti per la tavola

26/giu/2012 12.54.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Commercio: il carrello alimentare si svuota, anche nei discount. Famiglie più povere, quasi una su due riduce gli acquisti per la tavola
 
La Cia sul crollo delle vendite al dettaglio di aprile, rilevato dall’Istat: il comportamento d’acquisto degli italiani resta improntato al massimo risparmio, colpa della crisi e delle manovre correttive dei conti pubblici che hanno portato la pressione fiscale a livelli insopportabili.
 
        E’ da tempo che lanciamo l’allarme sullo stallo dei consumi alimentari. La crisi e le manovre dei conti pubblici hanno falciato il potere d’acquisto degli italiani, costringendoli a un taglio netto della spesa, anche quella per beni di prima necessità come cibo e bevande. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall’Istat sul commercio al dettaglio di aprile, che registrano una caduta tendenziale per le vendite alimentari del 6,1 per cento. Ovvero la più forte da oltre 11 anni.
        Già dall’anno scorso le famiglie hanno messo in atto comportamenti d’acquisto improntati alla prudenza e al massimo risparmio -ricorda la Cia-. Una tendenza che si è consolidata in questi primi sei mesi del 2012, anche per colpa dell’aumento degli oneri fiscali, del “caro-energia”, dei timori occupazionali. La conseguenza è subito visibile: il carrello alimentare si svuota, così come si svuotano tutte le tipologie di esercizi commerciali. Ad aprile, infatti, non crollano soltanto i piccoli negozi di quartiere (-8,7 per cento), ma anche i supermercati (-5,3 per cento), gli ipermercati (-4,2 per cento) e addirittura i discount (-3 per cento).
        La crisi, insomma, porta gli italiani a riorganizzare o a limitare la spesa per gli alimentari. Secondo i nostri dati -osserva la Cia- quasi la metà delle famiglie “taglia” sulla tavola, riducendo soprattutto gli acquisti ortofrutticoli (il 41,4 per cento), quelli di carne rossa (il 38,5) e quelli di pane (il 37 per cento). Inoltre, il 65 per cento delle famiglie compara i prezzi con più attenzione rispetto a due anni fa; il 53 per cento cerca sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 per cento) e il 42 per cento privilegia le grandi confezioni, il cosiddetto “formato convenienza”.
 

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