Inflazione: sui campi i prezzi crollano, ma sugli scaffali gli alimentari s'impennano. La crisi "taglia" i consumi a tavola di frutta, verdu re, carne, olio e vino

28/giu/2012 12.51.15 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Inflazione: sui campi i prezzi crollano, ma sugli scaffali gli alimentari s’impennano. La crisi “taglia” i consumi a tavola di frutta, verdure, carne, olio e vino

 

La Cia commenta i dati provvisori Istat di giugno. L’agricoltura frena i listini all’origine. S’allarga, tuttavia, la forbice con le quotazioni al dettaglio. E così le famiglie italiane modificano e riducono il carrello della spesa. Sempre più in difficoltà le imprese agricole.

 

Nelle campagne i prezzi dei prodotti vanno in picchiata, ma sugli scaffali i listini dei prodotti alimentari tornano ad impennarsi e la crisi “taglia” i consumi a tavola di frutta, vino, carne, pesce, verdure, olio extravergine. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati provvisori dell’Istat sull’inflazione che a giugno segna una crescita dello 0,2 per cento rispetto al precedente mese di maggio e del 3,3 per cento nei confronti dell’anno passato. Il carrello della spesa registra un rincaro del 4,4 per cento.

Il calo delle quotazioni sui campi non ha, quindi, frenato la corsa al dettaglio, dove i prezzi degli alimentari sono tornati a crescere (più 2,8 per cento in termini tendenziali e più 0,9 per cento in termini congiunturali). La forbice produzione-distribuzione si allarga ulteriormente, con punte di aumento anche di dieci volte.

La Cia ricorda che a maggio scorso, infatti, i listini agricoli all’origine sono scesi dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente, mentre nei confronti di un anno fa il calo è stato ancora più consistente: meno 3,2 per cento. E questo ha influito sui redditi degli agricoltori, sempre più schiacciati dai costi produttivi, dagli oneri contributivi, fiscali e burocratici.

In particolare, la Cia segnala una diminuzione, sempre rispetto al 2011, del 5,5 per cento per il latte e i suoi derivati e del 3,2 per cento per i suini. Più accentuate le flessioni nelle produzioni vegetali: meno 32,5 per cento l’olio d’oliva, meno 13,2 per cento i cereali, meno 8 per cento la frutta, meno 4,5 per cento gli ortaggi e le verdure.

Così anche quest’anno, visto il riaccendersi dell’inflazione, la spesa per i consumi alimentari si prevede ancora in calo: tra il 2 e il 3 per cento. D’altronde -osserva la Cia- già nel primo semestre del 2012 i comportamenti d’acquisto messi in atto dalle famiglie rispecchiano la prudenza già registrata nel 2011. Il che si traduce in un carrello alimentare orientato al massimo risparmio.

Secondo una recente indagine dalla Cia, ben il 71 per cento delle famiglie ha riorganizzato le spese per la tavola: più attenzione per i prezzi (il 65 per cento); sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 per cento); scelta delle grandi confezioni, il cosiddetto “formato convenienza” (il 42 per cento); acquisti esclusivamente nei discount (il 39 per cento). Ma anche in quest’ultimo settore commerciale si cominciano, però, a registrare i primi cali. Segno che la crisi è grave e gli italiani sono costretti a tirare la cinghia.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl