Caldo: "Caronte" non dà tregua, italiani sotto la morsa dell'afa. Anche l'agricoltura soffre le temperature record

03/lug/2012 15.41.08 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Caldo: “Caronte” non dà tregua, italiani sotto la morsa dell’afa. Anche l’agricoltura soffre le temperature record  
 
La Cia commenta il prolungarsi dell’ondata di caldo “africano”: dal colpo di calore alle scottature e alla spaccatura dei frutti, le colture pagano gli effetti dell’anticiclone del Sahara. L’elevato tasso d’umidità aumenta il rischio di attacchi parassitari e sale la bolletta energetica. Intanto continua a crescere (+20%) la domanda di frutta e verdura fresca.
 
          “Caronte” resta ancora in Italia, quindi caldo e afa non si attenueranno, con evidenti disagi per la popolazione ma anche per le colture. Il secondo anticiclone africano dopo “Scipione”, infatti, sta arroventando il Paese e il rischio siccità si fa più concreto. Soprattutto nel Mezzogiorno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
          Mentre al Nord continua il passaggio di veloci temporali, che contribuiranno ad abbassare la colonnina di mercurio, al Centro-Sud le temperature restano bollenti -spiega la Cia- con conseguenze dirette sull’agricoltura. Le coltivazioni in campo aperto sono già state messe a dura prova nei mesi sorsi, segnati dalle scarse piogge primaverili che non hanno consentito un accumulo sufficiente di risorse idriche, e ora che si trovano nella fase produttiva hanno bisogno di un “surplus” di irrigazione aggravato dal caldo torrido.
          Frutta e ortaggi -ricorda la Cia- possono subire danni più o meno gravi a causa delle temperature “africane”: dal colpo di calore, che dissecca porzioni della pianta provocando uno squilibrio idrico con effetti sullo sviluppo, alle scottature che colpiscono colletti e fusti delle giovani colture, alla spaccatura dei frutti. Senza contare che il caldo, accompagnato da un alto tasso di umidità, aumenta il rischio di attacchi parassitari e cresce anche il costo della “bolletta energetica” per mantenere i prodotti freschi nei magazzini di conservazione.
          Intanto -aggiunge la Cia- sale il ricorso a frutta e verdura, con un incremento della domanda anche del 20 per cento nelle località di mare, nei grandi centri turistici e nelle città d’arte. D’altra parte, proprio tra luglio e agosto meloni, angurie, pesche, albicocche nonché insalate, pomodori e cetrioli arrivano a coprire ben il 65 per cento della spesa ortofrutticola degli italiani. Merito delle loro qualità: non soltanto dissetano e rinfrescano, contenendo una notevole quantità d’acqua, ma reintegrano i sali minerali persi con l’eccesiva sudorazione e riforniscono di vitamine e di sostanze antiossidanti, nutrendo l’organismo e proteggendolo allo stesso tempo dai danni correlati all’esposizione al sole.

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