Agroalimentare: dal "Pacchetto Qualità" una spinta al made in Italy

11/lug/2012 16.39.04 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agroalimentare: dal “Pacchetto Qualità” una spinta al made in Italy
 
La Cia giudica positivo il provvedimento Ue, presentato oggi al Mipaaf da Catania e De Castro. Unico neo: il mancato allargamento della programmazione produttiva a tutte le filiere. Ora inserirla nella nuova Pac. 
 
        Con l’approvazione del “Pacchetto Qualità”, che avrà l’ok definitivo a settembre, si introducono misure importanti per il sistema agroalimentare italiano, che può contare su un’agricoltura tipica e diversificata. Non dobbiamo dimenticare che il nostro Paese vanta ben 243 prodotti certificati tra Dop, Igp e Stg, più di qualsiasi altro competitor in Europa. L’unico nostro rammarico è la mancata estensione a tutte le filiere della programmazione produttiva, che per adesso è acquisita solo per il settore lattiero-caseario. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando la presentazione del provvedimento in conferenza stampa al Mipaaf da parte del ministro Mario Catania e del presidente della Comagri del Parlamento Ue Paolo de Castro.
        Nel “Pacchetto Qualità” ci sono molte novità positive, anche rispetto alla proposta originaria -continua la Cia- e questo è merito del costante lavoro di concertazione svolto in particolare dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Dall’introduzione della protezione “ex officio” per la tutela di un prodotto riconosciuto a livello comunitario al rafforzamento del ruolo dei Consorzi nella protezione e promozione dei prodotti certificati, si tratta di misure che aiutano a difendere meglio la nostra agricoltura e a favorirne l’ulteriore sviluppo sui mercati esteri.
        Dal “Pacchetto Qualità”, però, è rimasta fuori la possibilità di effettuare la programmazione produttiva per Dop e Igp, se si esclude la filiera casearia. Eppure si tratta di una misura fortemente voluta dal sistema agroalimentare italiano, perché consentirebbe un’adeguata gestione della quantità e della qualità dei prodotti nelle diverse condizioni di mercato. Ecco perché -conclude la Cia- chiediamo ai parlamentari e al governo un forte impegno affinché il provvedimento ora venga inserito nella nuova Pac.
 

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