Alimentare: bene operazione dei Nas sui germogli di soia In Italia entrano ogni anno cibi "clandestini" per più di 2 mld di euro

12/lug/2012 14.58.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimentare: bene operazione dei Nas sui germogli di soia
In Italia entrano ogni anno cibi “clandestini” per più di 2 mld di euro
 
Il giro d’affari legato a questi prodotti è pari al 5 per cento della produzione agricola nazionale. Ma aumentano i controlli, quadruplicati negli ultimi due anni.
 
          Ogni anno entrano in Italia prodotti alimentari “irregolari” per oltre 2 miliardi di euro. E questa volta a finire nella rete di controlli dei Nas di Bologna sono i germogli di soia. L’operazione, che ha portato al sequestro di due tonnellate del prodotto tipico della cucina cinese non tracciato e conservato senza le condizioni igieniche appropriate, si somma ai casi sempre più frequenti di segnalazioni di cibi che entrano “clandestinamente” in Italia. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
          Questi cibi, completamente privi delle garanzie di salubrità proprie del sistema agroalimentare del nostro Paese, quando sfuggono ai controlli e arrivano sulle nostre tavole possono rappresentare un pericolo per la salute del consumatore. Oltre che un danno economico per i nostri coltivatori, impegnati quotidianamente per la qualità -spiega la Cia-, visto che il giro d’affari legato solo a questi alimenti è pari a circa il 5 per cento della produzione agricola nazionale.
          A confortare, però, è il rafforzamento del sistema dei controlli delle autorità competenti, per cui siamo primi in Europa. Negli ultimi due anni -ricorda la Cia- il numero dei sequestri è più che quadruplicato. Tra frodi commerciali e sanitarie, sofisticazioni, contraffazioni, cibi non tracciati e cibi avariati, nel 2011 sono stati portati a termine 13.867 sequestri, cifra che ha triplicato il risultato dell’anno precedente.
Per questo -conclude la Cia- va perseguita la strada dei controlli rigorosi e delle sanzioni severe. Serve “tolleranza zero” nei confronti di chi sofistica e inquina gli alimenti. E bisogna farlo sia per tutelare i nostri produttori agricoli che per dare ai cittadini la certezza della tracciabilità e della salubrità degli alimenti. Per otto consumatori su dieci, infatti, proprio la sicurezza dei cibi è al primo posto nelle scelte di consumo alimentari. 
 
 
 
 

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