Camorra, bene operazione su mozzarella Dop. L'agroalimentare nel mirino di "Mafie Spa", business da 50 mld l'anno

17/lug/2012 15.04.09 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Camorra, bene operazione su mozzarella Dop. L’agroalimentare nel mirino di “Mafie Spa”, business da 50 mld l’anno 
 
La Cia commenta l’intervento sul campo di Dia e Noe che ha portato ad arresti e sequestri di beni del gruppo caseario Mandara. Per sgretolare il potere della criminalità organizzata bisogna continuare su questa strada, colpendola nei suoi interessi economici. Il presidente Politi: costruire una “rete di imprese”.
 
        La piovra della criminalità organizzata allunga sempre più spesso i suoi tentacoli sulle campagne italiane e, a cascata, su tutta la filiera agroalimentare. Per questo i risultati dei controlli e gli interventi sul campo effettuati dalle forze dell’ordine sono fondamentali, oggi più che mai, tutelando da un lato la salute dei cittadini e dall’altro difendendo il vero “made in Italy”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando l’operazione della Dia e del Noe dei Carabinieri che ha portato ad arresti e sequestri di beni del gruppo caseario Mandara, ritenuto vicino ai Casalesi.
         Agropirateria e contraffazioni, controllo delle filiere agroalimentari dalla produzione alla distribuzione, e poi usura, racket, estorsioni, macellazioni clandestine, danneggiamento e incendi alle colture, truffe nei confronti dell’Ue, caporalato e saccheggio del patrimonio boschivo: in questo modo le infiltrazioni nel settore primario di “Mafie Spa” -spiega la Cia citando i dati del suo IV Rapporto su “Criminalità e agricoltura” presentato al Cnel il 10 luglio- producono un business da 50 miliardi di euro l’anno, con 240 reati al giorno, praticamente 8 ogni ora, mettendo sotto scacco 350 mila agricoltori.
        Le indagini e i controlli capillari delle forze dell’ordine nelle terre violate dalla camorra -continua la Cia- sono presupposti indispensabili per salvaguardare la salute dei consumatori e difendere una delle Dop più prestigiose del “made in Italy” agroalimentare dai cosiddetti “criminali della bufala”. Per sgretolare il potere della criminalità organizzata bisogna continuare su questa strada, colpendo le agromafie nei loro interessi economici, attraverso il sequestro e la confisca dei beni.
        Ma serve anche una “rete di imprese”, come ha proposto il presidente della Cia Giuseppe Politi durante la conferenza di presentazione del IV Rapporto sulla criminalità in agricoltura, che metta insieme tutte le associazioni di categoria per instaurare un rapporto continuo e costruttivo con le istituzioni, con la magistratura e con le forze dell’ordine per cercare di debellare un ‘cancro’ che sta corrodendo sempre di più la nostra economia produttiva.

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