Benzina: i rincari "pesano" sulle famiglie a tavola e sugli agricoltori nei campi

18/lug/2012 15.51.07 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: i rincari “pesano” sulle famiglie a tavola e sugli agricoltori nei campi
 
La Cia sottolinea come gli italiani ormai spendono più per il capitolo carburanti e trasporti che per gli alimentari. Anche le aziende agricole sono allo stremo: solo a maggio la spesa per il gasolio agricolo è cresciuta del 5,7 per cento annuo.
 
          Riparte la corsa infinita dei prezzi della benzina. Con il nuovo rialzo di oggi su verde e diesel, l’ennesimo nel giro di due settimane, i carburanti si avvicinano di nuovo “pericolosamente” alla soglia dei 2 euro al litro. Un aumento smisurato, che risulta assolutamente insostenibile per le tasche delle famiglie e degli imprenditori agricoli. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
        Già nel 2011 ogni famiglia italiana ha dovuto “sborsare” più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (483 euro al mese) che per cibo e bevande (477 euro al mese), con uno sbilanciamento mai visto verso auto e bollette a discapito della voce “alimentari” -spiega la Cia-. Ora il rischio è quello di un ulteriore allargamento della forbice tra queste due sezioni di spesa, con un ennesimo indebolimento dei consumi alimentari, che nel 2011 sono crollati del 2 per cento e che quest’anno rischiano un tonfo ancora peggiore.
        Tra l’altro -continua la Cia- i continui rincari dei carburanti “contagiano” in maniera diretta i prezzi di cibo e bevande, trascinandoli in alto, visto che in Italia quasi il 90 per cento dei prodotti agroalimentari viaggia su strada per arrivare dai campi alla tavola.
        Resta drammatica anche la situazione degli agricoltori, che solo a maggio (ultimo dato disponibile) hanno scontato un aumento annuo del 5,7 per cento del gasolio agricolo -sottolinea la Cia- che è essenziale per l’alimentazione delle macchine agricole, per l’approvvigionamento dell’acqua, per l’irrigazione dei terreni.
        Per questo occorre intervenire, e anche in fretta -conclude la Cia-. I benzinai proclamano lo sciopero in assenza di risposte da parte del governo, ma sono le famiglie e gli agricoltori ad aver bisogno realmente di provvedimenti “ah hoc”, visto che i costanti rialzi dei listini dei carburanti stanno stravolgendo la spesa degli italiani e mandando in “rosso” i conti delle imprese. 
          

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