Caldo: la siccità prolungata mette a rischio la vendemmia 2012. Fino al 10 per cento in meno in quantità

02/ago/2012 12.13.44 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Caldo: la siccità prolungata mette a rischio la vendemmia 2012. Fino al 10 per cento in meno in quantità
 
Secondo la Cia il mese di agosto è decisivo: l’arrivo delle piogge potrebbe infatti scongiurare il pericolo di un calo produttivo. Problemi soprattutto in Puglia, Toscana e Veneto. Ma la qualità si prevede eccellente.
 
        Tutto dipende dal clima di agosto. L’andamento della vendemmia 2012 è legato a doppio filo alla quantità di piogge che si registrerà in questo mese. I vigneti italiani, infatti, hanno bisogno di risollevarsi dallo stress idrico causato dall’ondata di caldo torrido e siccità che continuano ad arroventare la Penisola e che rischiano di portare a un calo produttivo stimato fino al 10 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, sulla base di un monitoraggio sul territorio.
        Se le piogge saranno decisive per i quantitativi della vendemmia, d’altra parte la qualità si preannuncia ottima lungo tutto il Paese. Infatti, una primavera climaticamente favorevole ha assicurato alle uve una crescita lineare e priva di muffe, grazie a una buona alternanza di caldo e precipitazioni. Al contrario, però, si teme ora per gli effetti delle forti oscillazioni climatiche di luglio che hanno localmente compromesso la fase di piena maturazione delle uve. In particolare la scarsità di precipitazioni -osserva la Cia- ha limitato in molti casi l’accrescimento dei grappoli, rischiando di pregiudicare parzialmente la resa da uva in vino. A pagare di più, in questo senso, gli effetti di afa e siccità finora sono la Puglia e la Toscana, dove allo stato attuale la diminuzione di volumi prevista supera il 10 per cento, anche per problemi sul fronte della rete idrica che riducono l’efficienza delle operazioni di irrigazione.
        Altri cali significativi -sottolinea la Cia- si registrano in Veneto, dove le stime in ribasso per le uve precoci del trevigiano (fino al -15 per cento) sono solo parzialmente compensate da una raccolta nell’area del Prosecco che si prevede stabile rispetto all’anno scorso. In Piemonte, invece, oltre agli effetti dell’estate calda e asciutta, sulle previsioni di raccolta hanno inciso anche le conseguenze delle gelate del tardo inverno, che hanno parzialmente compromesso la fertilità delle gemme, facendo prevedere una contrazione dei volumi compresa tra il -5 e il -10 per cento.
        Oltre alla mancanza d’acqua, a creare problemi in campagna in alcune zone del Nord Italia si sono aggiunte le grandinate di fine luglio: fenomeni piuttosto dannosi -spiega la Cia- che hanno rovinato interi vigneti, ma in maniera localizzata, tanto da non incidere pesantemente sulla media dei quantitativi regionali.
        Non solo previsioni negative comunque. In Sicilia, per esempio, ci si aspetta una vendemmia più abbondante, con il 15 per cento in più in quantità rispetto al 2011. In ogni caso -conclude la Cia- si tratta di stime provvisorie che potrebbero ancora capovolgersi nel caso di una fine estate più in linea con le medie stagionali, senza le “montagne russe” di questo periodo con il caldo torrido e l’assenza prolungata di piogge intervallate da repentini temporali e grandinate violente. Ovvero senza tutti quei fattori climatici critici che influiscono negativamente sulla maturazione delle uve.
 

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